UK: il pedofilo Martin Smith condannato a 16 anni di carcere

Il pedofilo inglese Martin Smith, 45 anni, giudicato colpevole di aver abusato per ben nove anni di una bambina, è stato condannato ieri dal tribunale di Liverpool a scontare 16 anni di carcere. Gli abusi, ne abbiamo parlato più volte, iniziarono quando la bimba aveva 7 anni e continuarono fino al compimento dei suoi 16


Il pedofilo inglese Martin Smith, 45 anni, giudicato colpevole di aver abusato per ben nove anni di una bambina, è stato condannato ieri dal tribunale di Liverpool a scontare 16 anni di carcere.

Gli abusi, ne abbiamo parlato più volte, iniziarono quando la bimba aveva 7 anni e continuarono fino al compimento dei suoi 16 anni, quando trovò il coraggio di denunciare tutto alle autorità.

L’uomo fu interrogato, ma, mentre le indagini erano ancora in corso, lasciò l’Inghilterra e si trasferì in Spagna insieme alla moglie Lianne e alla figlia Rebecca, di 5 anni:

Le indagini, seppur a rilento, proseguirono e le accuse nei confronti di Smith furono formulate: tre capi d’accusa di stupro, tre di tentato stupro, quattro di aggressione e uno di violenza ai danni di minore. Nella primavera del 2010 Martin Smith viene estradato in Inghilterra dalla Spagna e rinchiuso in carcere in attesa del processo. Pochi giorni dopo i due figli della coppia, Rebecca e il neonato Daniel, vengono trovati morti in una stanza d’albergo di Lloret de Mar.


Ad ucciderli, ne parlavamo qui, è stata la madre, Lianne, che giorni dopo ha confessato il duplice delitto, sostenendo di averlo fatto per proteggere i suoi bambini, visto lo scandalo che li avrebbe travolti da lì a pochi giorni:

Non potevo permettere che mi fossero tolti, sapendo come sarebbe stata la loro vita se fossero stati dati in affidamento. Se non vengono abusati, finiscono per diventare dei drogati o in prigione. Le statistiche parlano chiaro. Come madre che ama i propri figli, non potevo lasciarli soffrire in quel modo. Ho dovuto proteggerli.

E mentre la data del suo processo non è ancora stata fissata, la stampa britannica ha scoperto che la bimba vittima di abusi da parte di Smith non era altri che Sarah Richardson, figlia maggiore di Lianne.

La giovane, che ora ha 22 anni, ha rivelato che in passato aveva cercato di confessare a sua madre quello che il patrigno l’aveva costretta a subire. Lianne, però, non le aveva creduto:

Se hai intenzione di andare in giro a diffondere bugie, non sarai più mia figlia. Non ho nessuna intenzione di ascoltare parole così velenose.

Sarah, oltre a raccontare tutto nel corso del processo, ha deciso di condividere con la stampa la sua storia per far capire a tutto il pubblico chi è veramente Martin Smith.

Martin ha conosciuto mia madre quando io avevo quattro anni. Si trasferì subito da noi. Mio padre aveva chiesto il divorzio poco tempo prima e mia madre non si era ancora rassegnata alla fine del suo matrimonio. A me Martin non piacque dal principio, non era mai carino né con me né con mio fratello Chris, di tre anni più piccolo di me. Ci picchiava spesso e mia madre lo sapeva. Quando ci lamentavamo con lei, ci diceva: “Non avreste dovuto infastidirlo”. Cambiavano spesso abitazione e Martin faceva di tutto per allontanarci dai nostri parenti.

Quando sarà aveva 6 anni, la famiglia si trasferì per l’ennesima volta, in un luogo ancor più isolato dei precedenti. Martin decide di togliere i due bimbi da scuola e di istruirli a casa. E’ in quel periodo che iniziarono gli abusi sessuali:

Lianne aveva iniziato a lavorare di notte, mentre Martin era disoccupato. Quando mio fratello dormiva, Martin iniziava a toccarmi. Sapevo che quello che stava facendo era sbagliato, ma ci avevano sempre detto di non discutere con gli adulti e di fare quello che loro ci dicevano di fare.

Le violenze proseguirono e tutti i tentativi di confessare alla madre quello che il patrigno la costringeva a fare furono vani. La donna non ha mai dubitato di lui e non ha mai creduto, nemmeno per un secondo, ai racconti della figlia.

Martin era arrivato a dirmi che voleva sposarmi. Che voleva accompagnarmi all’altare e, allo stesso tempo, essere sull’altare ad aspettarmi. Lo odiavo. Quando mia madre rimase incinta, mi fece promettere di non denunciarlo alle autorità dicendo “ora che sta per arrivare una bambina, non puoi mandare suo padre in prigione”. Quando, l’anno successivo, sono andata a studiare alla Northumbria University, ho tagliato tutti i contatti con Martin. Non rispondevo alle sue chiamate e ai suoi messaggi. Ho dato a Chris un cellulare, così potevo chiamarlo per sapere come stavano lui e mia sorella Becky. Quando Chris fu cacciato di casa, sapevo che non c’era più nessuno lì a proteggere Becky e mi sono rivolta alle autorità.

Il resto è cronaca. Martin Smith dovrà passare i prossimi 16 anni dietro le sbarre, mentre Lianne sarà presto processata per l’omicidio dei due figli.

Via | Daily Mail e Wales Online

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