Intervista – polisblog incontra Stefano Andreoli

Il progressivo passaggio dalla realtà al reality ha, di fatto, trasformato l’analisi dell’attualità. Quando, e negli ultimi mesi è capitato spesso, abbiamo creduto di essere davanti al fatto dell’anno ci siamo sempre ricreduti. Di questo e molto altro abbiamo parlato con Stefano Andreoli che dal 2008 cura e seleziona le battute più pungenti per spinoza.it.



Il progressivo passaggio dalla realtà al reality ha, di fatto, trasformato l’analisi dell’attualità. Quando, e negli ultimi mesi è capitato spesso, abbiamo creduto di essere davanti al fatto dell’anno ci siamo sempre ricreduti.

Di questo e molto altro abbiamo parlato con Stefano Andreoli che dal 2008 cura e seleziona le battute più pungenti per spinoza.it. Uno spazio virtuale che più di altri rappresenta una reale opportunità di ridere della politica senza fare necessariamente rissa.

È vero, come riportato da Wired, che la pagina facebook di Spinoza è stata sospesa? Ci racconti meglio cosa è successo?

La pagina è bloccata da ormai due mesi, ma non penso ci sia stata censura. Certo non posso nemmeno escluderlo, visto che non ci è stata fornita alcuna motivazione per questo blocco; ma sono più portato a pensare che sia un semplice disguido.

A Facebook non vanno tanto per il sottile: probabilmente le procedure di blocco sono gestite in maniera automatica, e vista la mole di iscritti immagino non abbiano la possibilità di analizzare tutti i casi di questo genere. Quel che mi preoccupa è che dopo tutto questo tempo non abbiano mai risposto alle mail o ai messaggi di richiesta di chiarimenti.

Spero che il problema si risolva presto, i social network – e Facebook in particolare – sono un formidabile strumento di diffusione, al quale non intendiamo rinunciare.

Non c’è comico televisivo che non perda occasione per sostenere che in Italia non c’è spazio per la satira. Secondo te è vero?

La satira è ovunque, eppure non sembra essere in nessun luogo. Nel suo ultimo libro, La guerra civile fredda, Daniele Luttazzi afferma che satira “non è più ammessa in tv nella forma libera che è propria”. Sono d’accordo.

Oggi sui teleschermi vedo solo una satira pallida e anestetizzata, tagliata con dosi generose di comicità reazionaria. Si arriva al paradosso di non riconoscerla più, la satira, e premiare Ezio Greggio (uno dei comici più reazionari e inoffensivi in circolazione) con il massimo riconoscimento nazionale in tema di satira. C’è qualcosa che non va.

Silvio Berlusconi sarebbe la rockstar dell’anno. Secondo te fa più ridere l’idea della redazione di Rolling Stone o chi ha ripreso la notizia? Sia Libero che il Giornale all’indomani dell’uscita del mensile hanno riportato la copertina sulla prima pagina.

Premesso che mi guardo bene dall’andare a vedere cos’hanno scritto Libero e il Giornale, direi che come gesto provocatorio è azzeccato per certi versi e meno per altri. Le strumentalizzazioni in senso positivo, ad esempio, non sono mancate. E poi questo riconoscimento attribuisce a Berlusconi, sia pure con evidenti intenti sarcastici, una personalità “rock” che non credo gli si addica. Musicalmente lo vedo più vicino a Nerone.

A proposito di fatti dell’anno. Il 2009 è stato denso di spunti per la satira. Quali sono le tre storie che più di altre vale la pena ricordarsi?

L’odissea di Eluana Englaro. Mignottopoli. E, per venire all’attualità strettissima, il papagno che s’è preso Berlusconi dal tizio squilibrato.

Una coglionata abissale, che vanifica gli sforzi volti a costruire un’opposizione ferma, consegna al premier un’arma di strumentalizzazione micidiale e potenzialmente infinita di fronte a qualsiasi contestazione (dandogli la possibilità di alimentare due strategie di cui era già maestro: il vittimismo e il “sono invincibile”), e in ultimo gli regala una legislatura in più. Non male.

La rilettura fatta dal Trio Medusa sulle notizie prodotte dal TG1 sposta l’attenzione dai protagonisti della cronaca. A chi la racconta. Tra le tante persone operanti sui mass media chi secondo te si è rivelato essere più ridicolo negli ultimi mesi? Perché?

Il Trio Medusa ha evidenziato qualcosa che era già sotto gli occhi di tutti, ovvero il generale autosvilimento dei canali di informazione televisiva. Una buona metà di qualsiasi telegiornale è costituita da non-notizie: questo mi fa pensare che un notiziario di mezz’ora sia visto, da chi lo deve realizzare, come un peso da alleggerire quanto più possibile.

A dare del ridicolo a una persona si rischia la querela (per cui me ne guardo bene) e comunque sarebbe troppo facile fare certi nomi. Certo non si può fare a meno di notare – e questo è un po’ meno scontato – come il direttore del Tg1 non abbia lesinato, negli ultimi mesi, le prese di posizione personali, anche davanti a fatti controversi, imponendo le proprie opinioni a scapito del dovere di fornire un’informazione corretta ed equilibrata.

Questo mi sembra pericoloso. Del resto non bisogna dimenticare che la ridicolaggine è sempre funzionale a uno scopo: occorre sempre chiedersi chi è a trarne giovamento. In genere è quel signore che getta lo zuccherino alla scimmia che balla, per cui basta seguirne la traiettoria.


La Palestra di Daniele Luttazzi assomiglia molto a Spinoza. Chi ha ispirato chi?

Relativamente al web, Spinoza è nato prima; di certo Luttazzi riceve battute dai suoi fans da molti anni. Quel che conta è che nell’uno e nell’altro sito ci sia ottimo materiale, molto migliore di quello che la tv quotidianamente cerca di venderci come satira.

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