Donna uccisa e mutilata a Roma: poco probabile l’ipotesi di una setta satanica, si pensa ad un serial killer

Proseguono senza sosta le indagini sul brutale omicidio avvenuto alle porte di Roma: il cadavere di una donna, mutilato e in avanzato stato di decomposizione, è stato rinvenuto martedì da un passante in un campo in località Falcognana e da quel momento il lavoro degli inquirenti non si è fermato. Ad oggi la vittima non


Proseguono senza sosta le indagini sul brutale omicidio avvenuto alle porte di Roma: il cadavere di una donna, mutilato e in avanzato stato di decomposizione, è stato rinvenuto martedì da un passante in un campo in località Falcognana e da quel momento il lavoro degli inquirenti non si è fermato.

Ad oggi la vittima non è ancora stata identificata: si sa che si tratta di una donna, di età compresa tra il 20 e i 40 anni, «bianca di razza caucasica». Nulla di più.

E’ stata uccisa in un luogo diverso da quello in cui è stata ritrovata e l’assassino, rivelano oggi gli inquirenti, è una persona piuttosto abile in fatto di chirurgia.

Chi l’ha uccisa ha voluto farci trovare il corpo. Ha voluto mostrarci quello che è stato capace di combinare. Sembra un’apertura di partita, un ingaggio. Speriamo in Dio che non sia così.


Ricordiamo, infatti, che il corpo è stato trovato privo di testa, gambe e di alcuni organi interni (cuore, polmoni e viscere). Questa la ricostruzione del delitto, così come viene riportata da La Repubblica di Roma:

Il suo assassino la aggredisce con un coltello verosimilmente nei primi giorni di marzo, in un luogo diverso da quello in cui deciderà di liberarsi dei suoi resti. La finisce con almeno tre violenti fendenti, che la raggiungono alla schiena, all’emitorace sinistro (in corrispondenza del cuore), e nella zona in cui i muscoli del collo si legano al tronco. Lei, che in quel momento è nuda o comunque indossa abiti diversi da quelli con cui verrà ritrovata (non sono intrisi di sangue), forse prova a difendersi, come mostrano i tagli superficiali che la lama del coltello lascia sulla pelle. Quindi, ha inizio l’orrore. L´assassino assicura un’asola di corda all’osso pelvico di quella poveretta, per poterne sospendere il cadavere a testa in giù. E comincia il suo lavoro da macellaio. Quello che si infligge ai maiali e ai cinghiali per dissanguarne le carni. Prima un profondo taglio a X per aprire torace e ventre. Poi, la completa eviscerazione e l´espianto degli organi vitali, cuore e polmoni. L’assassino afferra infine quella che appare, per i segni che lasciato, un’ascia più che una sega (come pure si era detto in un primo momento), e spicca dal tronco testa e gambe che Dio solo sa se decida o meno di conservare.

Tutte le piste, allo stato attuale delle indagini, sono considerate valide: solo l’identificazione della vittima potrebbe aiutare ad indirizzare gli inquirenti verso la soluzione del caso.

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