Cesena, omicidio Stefania Garattoni: l’interrogatorio di Luca Lorenzini

È stato sentito dal magistrato per più di due ore Luca Lorenzini, il 28enne arrestato a Cesena mercoledì con l’accusa di aver ucciso la sua ex fidanzata di 20 anni. Stefania Garattoni è stata accoltellata una dozzina di volte davanti all’ingresso del centro studi “Cartesio”. La relazione tra i due era finita circa un mese


È stato sentito dal magistrato per più di due ore Luca Lorenzini, il 28enne arrestato a Cesena mercoledì con l’accusa di aver ucciso la sua ex fidanzata di 20 anni. Stefania Garattoni è stata accoltellata una dozzina di volte davanti all’ingresso del centro studi “Cartesio”.

La relazione tra i due era finita circa un mese fa ma Lorenzini non riusciva a rassegnarsi. Non riusciva ad accettare che la ragazza non volesse tornare con lui.

Dopo la rottura lui aveva iniziato a minacciarla, arrivando anche a lanciarle un petardo in casa. Ma niente lasciava pensare a un gesto estremo, un omicidio compiuto in preda a un raptus di follia – così ha detto Luca – con 13 coltellate inferte sul corpo dei Stefania.

Delle concitate fasi dell’arresto di Lorenzini si legge su Via Emilia.Net:


Il vicequestore ha sottolineato la professionalità dell’agente del Commissariato che davanti a quel giovane in stato confusionale che spianava una pistola (priva del tappo rosso, risultata poi una scacciacani ma aveva tutto l’aspetto di un’arma vera), non ha reagito sparando come avrebbe potuto fare con un uso legittimo delle armi, ma freddamente e lucidamente ha atteso che Lorenzini si distraesse un attimo, richiamato dalle urla del padre (decisivo per la cattura del figlio), che dal vicino bosco gli gridava di desistere e avvertiva la polizia che la pistola era finta.Un attimo di titubanza e il giovane è stato bloccato. Tremava, la pistola gli è caduta ed è partito un colpo.

Dal Resto del Carlino:

Durante l’interrogatorio, durato due ore e mezza, Lorenzini ieri sera tra momenti di vuoto, lucidita’ e lacrime ha detto di avere agito in preda a un raptus, e di essersi reso conto di aver fatto molto male all’ex fidanzata. (…) Davanti all’istituto scolastico dove la giovane e’ stata assassinata, l’ex fidanzato ha camminato e parlato con lei brevemente, cercando di ricucire la situazione. Le avrebbe anche chiesto ‘Hai visto l’sms che ti ho mandato?’, lei avrebbe risposto che non lo aveva nemmeno letto, poi qualche altra frase. Quell’ennesimo rifiuto, secondo il racconto del giovane, avrebbe fatto scattare la mortale aggressione davanti ad amiche e compagni discuola della vittima. Il giovane è ora nel carcere di Forlì con l’accusa dii omicidio volontario.

Gli inquirenti adesso sentiranno gli amici del 28enne, come riporta Romagna Oggi:

Agli inquirenti ha spiegato che l’arma faceva parte di un set di quattro coltelli che portava con se durante le sue gite in bicicletta. L’amore per Stefania si è così trasformato in furia omicida. Un raptus. Una dozzina di coltellate. Luca ha spiegato di non essersi reso conto di aver ammazzato, ma di aver fatto male. Quello sì. Durante la fuga. Il giovane voleva anche impiccarsi, ma non ci è riuscito perché si era procurato una ferita ad una mano. Gli inquirenti ascolteranno gli amici ai quali Luca aveva confidato la sera precedente dell’omicidio che avrebbe ucciso Stefania. Parole che erano passate come uno sfogo. Dagli elementi che raccoglierà il magistrato sarà formalizzata l’accusa definitiva per il ventottenne.

Via | Romagna Noi
Foto | Flickr

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