Berlusconi dice che la Corte Costituzionale è di sinistra. Ma è vero o no?

Lo sappiamo, è una questione annosa e ricorrente; ma visto che il Premier continua a insistere sul fatto che la Corte Costituzionale sarebbe di sinistra, vediamo di capire se la sua affermazione ha un fondamento. E partiamo proprio dal concetto matematico espresso da Berlusconi, ovvero che i giudici di sinistra siano 11 su 15.Della questione

di luca17



Lo sappiamo, è una questione annosa e ricorrente; ma visto che il Premier continua a insistere sul fatto che la Corte Costituzionale sarebbe di sinistra, vediamo di capire se la sua affermazione ha un fondamento. E partiamo proprio dal concetto matematico espresso da Berlusconi, ovvero che i giudici di sinistra siano 11 su 15.

Della questione si era già occupato per PolisBlog il nostro Alessandro, analizzando gli eletti uno ad uno e giungendo alla conclusione che le affermazioni del Cavaliere fossero destituite di fondamento.

Oggi cerchiamo però di vedere la questione da un punto di vista diverso, provando a capire da dove nasca la convinzione di Berlusconi; in altre parole facciamo l’avvocato del diavolo. Il tutto premettendo che la Corte svolge una funzione fondamentale di equilibrio e che siamo in sostanziale disaccordo con il concetto espresso dal Premier sul fatto che essa non si debba sostituire al Parlamento. Il punto è che il massimo organo giudiziario esiste per valutare la costituzionalità delle leggi e non può nè deve abdicare al suo compito.

Ciò detto, è evidente che questa funzione sconfina nella politica e che ogni decisione presa risente ovviamente delle tendenze politiche e ideologiche dei suoi membri, che non sono cherubini calati dalle sfere celesti, ma uomini come tutti noi. Il problema sarebbe capire fino a che punto le convinzioni individuali condizionino l’onestà intellettuale degli alti giudici; un’indagine purtroppo pressoché impossibile da svolgere a meno che noi stessi nel nostro giudizio non ci lasciamo influenzare dalla nostra posizione politica, dunque meglio soprassedere.

Analizziamo esclusivamente i dati, e lasciamo ai lettori la scelta. I giudici sono 15. Cinque sono nominati dal Parlamento e di questi sappiamo che 3 sono di area centro-destra, 2 di centro-sinistra. Cinque sono stati nominati dal Presidente della Repubblica (4 da Ciampi, 1 da Napolitano, entrambi esponenti di centro-sinistra, anche se Ciampi ha sempre riscosso l’apprezzamento dell’opposto schieramento politico). Rimane il dubbio sull’area politica degli ultimi 5, quelli nominati dagli alti organi della magistratura (tre dalla Corte di Cassazione; uno dal Consiglio di Stato e uno dalla Corte dei conti).

Ora, è vero che il Csm è dominato dalla sinistra, come avevamo dimostrato in un’inchiesta di qualche mese fa, ma non è così facile dimostrarlo anche per questi organi. In ogni caso, se proprio vogliamo ascriverne i nominati all’attuale opposizione (così come quelli di Ciampi) il conto finale fa 12-3. Probabile che Berlusconi abbia incluso nel suo conto personale di quattro qualcuno dei 6 giudici (contro 9) che si espressero a favore del Lodo Alfano, ma il risultato finale lascia perplessi.

Altro discorso è quello dell’accanimento giudiziario, pienamente condivisibile. Ma la Consulta meglio lasciarla fuori, specialmente in un paese in cui chi prende il potere occupa tutti i posti di potere coi suoi uomini. Chi è senza peccato…