Fasano, omicidio edicolante Angelo De Angelis: arrestato Leo Mileti

C’è un arresto per l’omicidio di Angelo De Angelis, il 47enne ucciso a fucilate davanti alla sua edicola a Fasano, nel Brindisino, 10 giorni fa. I carabinieri nella notte a cavallo tra sabato e domenica hanno stretto le manette ai polsi di un vivaista fasanese, Leo Mileti, di 47 anni. Da Radio Laconia: Secondo quanto


C’è un arresto per l’omicidio di Angelo De Angelis, il 47enne ucciso a fucilate davanti alla sua edicola a Fasano, nel Brindisino, 10 giorni fa.

I carabinieri nella notte a cavallo tra sabato e domenica hanno stretto le manette ai polsi di un vivaista fasanese, Leo Mileti, di 47 anni. Da Radio Laconia:

Secondo quanto trapelato dalle indagini, il movente dell’omicidio sarebbe di natura passionale: una donna al centro dell’attenzione dei due contendenti sfociata nel peggiore dei modi con l’omicidio dell’edicolante da parte dell’altro contendente.

Scrive Go Fasano:

Saputo della relazione, il 47enne vivaista avrebbe deciso di togliere di mezzo l’amante di sua moglie. Da grande e stimato lavoratore e da buon padre di famiglia, dunque, si sarebbe trasformato in assassino. Secondo l’accusa Mileti quel maledetto 24 febbraio avrebbe imbracciato un fucile (il vivaista è un cacciatore e detiene regolarmente un’arma) e si sarebbe recato innanzi alla casa e alla edicola di De Angelis per farlo fuori.

Essenziale l’esame dei tabulati telefonici del cellulare della vittima:

Di telefonate ed sms “interessanti” nei tabulati relativi all’utenza cellulare di De Angelis i carabinieri ne avrebbero trovate decine e decine e, proprio esaminando tali conversazioni e rileggendo gli sms, gli investigatori dell’Arma sono riusciti a dare un volto e un nome alla persona che all’alba di giovedì dell’altra settimana ha ammazzato il gestore della rivendita di giornali di via Mignozzi. Esaminando le telefonate e gli sms in entrata e in uscita dal telefonino dell’edicolante, inquirenti e investigatori sono arrivati alla “donna misteriosa”.

Il presunto omicida dopo le formalità di rito è stato tradotto nel carcere di Brindisi, in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Dalla Gazzetta del Mezzogiorno:

Quello che all’inizio era parso un omicidio senza un perché, è stato, dunque, un omicidio passionale. I detective dell’Arma avevano intuito sin dalle prime battute delle indagini che per riuscire a dare un volto e un nome a un sicario che nessuno aveva visto e che, dopo aver freddato la vittima designata, era riuscito a scomparire nel nulla senza lasciare alcuna traccia (neanche nelle immagini delle poche telecamere in funzione nella zona), era necessario scavare nella vita della vittima. Ed è quello che hanno fatto.

Via | Go Fasano