Pedopornografia a Matera: il maestro di sostegno Pietro Materi confessa gli abusi e aiuta gli inquirenti nelle indagini

E’ finito in manette nel giugno scorso con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di minori e detenzione di materiale pedopornografico e ora ha deciso di collaborare con gli inquirenti, aiutandoli a rintracciare altri pedofili come lui. Si chiama Pietro Materi, 30 anni, ex maestro di sostegno originario di Tricarico, in provincia di Matera, e


E’ finito in manette nel giugno scorso con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di minori e detenzione di materiale pedopornografico e ora ha deciso di collaborare con gli inquirenti, aiutandoli a rintracciare altri pedofili come lui.

Si chiama Pietro Materi, 30 anni, ex maestro di sostegno originario di Tricarico, in provincia di Matera, e nei giorni scorsi ha fornito una piena confessione dei reati da lui commessi nel mondo della pedofilia.

Viaggi all’estero, turismo sessuale tra Laos, Vietnam, Thailandia e Svizzera, ma anche abusi sessuali ai danni di due suoi alunni disabili.

Ho comprato sesso in Svizzera da un papà che ha venduto il suo bambino per 300 euro. Ho conosciuto uno svizzero che sulle chat usava il nickname “Dad of Spain” e sono stato anche a casa sua in Svizzera. Dave dopo avermi portato a casa mi ha fatto giocare con suo figlio. Ha permesso che lo fotografassi. Poi ha avuto con lui un rapporto orale. Ho avuto un rapporto completo con il bambino. Il padre era presente. Con lui concordai il prezzo: 300 euro. Pagai la mattina dopo, quando mi accompagnò alla stazione.


Si legge su La Gazzetta Del Mezzogiorno:

Il maestro ha spiegato anche che il bambino durante l’abuso dormiva. I magistrati gli chiedono se era stato drogato. Lui risponde: «Ho visto il padre dargli della coca cola, ma non so se prima gli avesse dato altro. Il bambino dormiva». E le foto? Dice il maestro: «Le ho ancora. Sono nell’hard disk del mio computer, nella cartella “Aron”, il nome finto che Dave dava al suo bambino».

Quelle foto sono state già recuperate ed ora gli investigatori stanno cercando di rintracciare tutti gli utenti che le hanno scaricate sui loro computer.

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