Roma, stupro in caserma: trasferiti i tre carabinieri, le indagini continuano

Proseguono senza sosta le indagini partite dalla denuncia di una donna 32enne, che ha raccontato di esser stata violentata in una sala della stazione dei carabinieri di Roma Quadraro, dopo esser stata fermata per un furto. Quattro le persone indagate, tre carabinieri e un vigile urbano, accusati di violenza sessuale in concorso. Solo uno di


Proseguono senza sosta le indagini partite dalla denuncia di una donna 32enne, che ha raccontato di esser stata violentata in una sala della stazione dei carabinieri di Roma Quadraro, dopo esser stata fermata per un furto.

Quattro le persone indagate, tre carabinieri e un vigile urbano, accusati di violenza sessuale in concorso. Solo uno di loro, stando alle ultime indiscrezioni, avrebbe avuto un rapporto sessuale con la donna.

Gli altri si sarebbero limitati ad un “ruolo omissivo“, avrebbero cioè assistito alla scena senza intervenire per impedirla, divenendo così concorrenti del reato.

Questo il racconto della donna, così come riportato da Repubblica di Roma:

Tra poco è la festa della donna, ma non per me. Io sono stata umiliata. Quegli uomini mi hanno uccisa dentro. L’ultimo colpo l’ho avuto quando uno dei carabinieri ha detto che ero consenziente. Ma come potevo esserlo se non ero libera?. Mi hanno costretta a bere, io non volevo, perché quegli uomini erano già ubriachi. E io avevo troppa paura. E pensare che ero già scappata dalla Lombardia, da un uomo che mi riempiva di botte. Invece chi doveva difendermi mi ha fatto del male. Avevo rubato due magliette all’Oviesse e mi hanno scoperta. Non so neppure perché l’ho fatto, la mia vita è un disastro, senza soldi né lavoro e con una bambina da mantenere. Stavo dormendo quando ho sentito aprire la porta della celle e ho visto entrare i carabinieri che mi hanno strappato la coperta e mi hanno trascinata fuori. Lì per lì non capivo cosa volessero da me. L’ho scoperto subito dopo, quando con la forza mi hanno portata nella sala mensa. Lì mi hanno minacciata e costretta a bere whisky. Mi sembrava di stare di nuovo con il ex uomo violento. A un certo punto non ho capito più niente. Ero come un sacco vuoto. Mi hanno distesa sui tavoli della mensa e hanno cominciato a violentarmi a turno. Ricordo ancora il tatuaggio sul braccio destro di uno dei carabinieri, l’ho descritto nella denuncia. E’ stato un calvario. Appena ho detto ai carabinieri che volevo denunciare i loro colleghi per violenza sessuale loro hanno cominciato a temporeggiare. Sono passate quattro ore senza che succedesse niente. Alla fine il mio fidanzato si è spazientito e mi ha portata via, al policlinico Casilino, dove mi hanno visitata. Poi lui ha chiamato la polizia e ha denunciato quello che era successo.

Questa, invece, la versione fornita da uno dei carabinieri indagati:

Eravamo in tre, due carabinieri e un agente della polizia municipale. Eravamo usciti per locali e avevamo mangiato e bevuto qualcosa. Eravamo fuori servizio e quando siamo tornati in caserma, per andare a dormire nella foresteria, abbiamo visto quella donna. Abbiamo intuito da parte sua la disponibilità ad avere un rapporto sessuale con noi due carabinieri. La cella era aperta e ci ha chiesto di poter mangiare e bere qualcosa, poi abbiamo avuto un rapporto con lei, ma la donna era consenziente. In caserma c’era un altro carabiniere in servizio di piantone e era presente anche il vigile fuori servizio che era uscito con noi. Il rapporto sessuale è avvenuto in una situazione totalmente amichevole.

Nel frattempo, in attesa di fare chiarezza sulla vicenda, i tre carabinieri sono stati trasferiti, come conferma il colonnello Maurizio Detalmo Mezzavilla, comandante provinciale di Roma:

I fatti denunciati sono gravissimi e perciò oggetto di indagini accurate e rigorose da parte della magistratura e dell’Arma. Finché non sarà chiarita la vicenda sul profilo penale i tre militari sono stati trasferiti in altre province e non svolgeranno servizi territoriali, ma servizi di ordine pubblico nell’ambito dei reparti mobili. Se saranno accertate le responsabilità penali, quindi se saranno condannati, i militari saranno sospesi.

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