Catania, delitto Falcidia: assolto il marito Vincenzo Morici

Vincenzo Morici, il medico a giudizio per l’omicidio della moglie, la docente universitaria Antonella Falcidia, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Non è stato lui ad uccidere la donna per gelosia – il 4 dicembre di 17 anni fa – come ipotizzato dall’accusa. Così ha stabilito la sentenza emessa dal giudice etneo

Vincenzo Morici, il medico a giudizio per l’omicidio della moglie, la docente universitaria Antonella Falcidia, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Non è stato lui ad uccidere la donna per gelosia – il 4 dicembre di 17 anni fa – come ipotizzato dall’accusa.

Così ha stabilito la sentenza emessa dal giudice etneo Grazia Caserta. Morici, primario della Chirurgia generale dell’ospedale di Taormina, è stato processato con il rito abbreviato, a porte aperte come richiesto dai suoi legali. Il pm aveva chiesto una condanna a 30 anni di carcere.

Il medico venne arrestato il 14 marzo 2007, a 13 anni di distanza dall’omicidio della moglie, avvenuto nell’abitazione catanese dei coniugi in via Rosso di San Secondo. Dopo 25 giorni di carcere Morici fu rimesso in libertà dal Riesame per mancanza di indizi. Decisione confermata dalla Cassazione.

Da Catania Oggi:

La svolta era arrivata dopo che uno scanner in uso nell’Universita’ di Trieste, durante esami del Ris su una macchia di sangue confusa ai bordi inferiori di un divano con tappezzeria fiorata, aveva evidenziato tre lettere a stampatello ‘ENZ’ che secondo l’accusa sarebbero state scritte dalla professoressa Falcidia agonizzante, per indicare il marita come omicida.

In questo articolo d’archivio di Repubblica si legge in dettaglio delle indagini che portarono a quell’arresto:

A far scattare le indagini è stata una casualità, legata alla fiction televisiva Ris: fu un sostituito procuratore della Repubblica dopo avere letto un libro dello scrittore Carlo Lucarelli su omicidi famosi insoluti e trarre elementi da sviluppare con una nuova inchiesta con metodi scientifici nuovi.Così il procuratore aggiunto Renato Papa e i sostituti Salvatore Faro e Andrea Ursino nel febbraio del 2006 avviarono un nuovo fascicolo, dopo avere affidato le indagini ai carabinieri del Ris di Messina. Il 22 marzo dello scorso gli investigatori effettuarono un nuovo sopralluogo a istanza d oltre dieci anni nella casa del delitto, in via Rosso di San Secondo. Un’ispezione accurata, durata tre ore, con foto e filmati per verificare dinamiche e tempi che hanno permesso di trovare nuovi elementi a carico dell marito della dottoressa.

(…) Nuove analisi che hanno permesso di scoprire che la donna “scrisse il nome di suo marito con il sangue alla base di un divano” rivela il procuratore aggiunto Renato Papa. Il magistrato ha mostrato una ricostruzione grafica del divano dove tra i motivi floreali della tappezzeria sarebbe stato scritto con il sangue la parola “Enz”. Antonella Falcidia fu assassinata, il 4 dicembre del 1993, con 23 colpi di arma da taglio nella sua casa a Catania. A trovare il cadavere della donna fu il marito. Il corpo giaceva nel salotto e la porta d’ingresso, blindata e chiusa, non presentava segni di scasso, così come le finestre. La vittima stringeva tra le mani capelli lunghi e ricoperti da una tintura bionda; su un tappeto dell’abitazione, invece, fu rinvenuta un’impronta di scarpa lasciata con il sangue. Secondo l’accusa Morici avrebbe ucciso la moglie con 23 coltellate perchè la donna gli contestava una relazione extraconiugale.

“Credo di aver avuto oggi pomeriggio una grande soddisfazione perché credo di aver avuto riconosciuta ancora la mia innocenza. Credo che questo sia la conferma che in un certo senso la giustizia funziona anche se ho dovuto soffrire per cinque anni un calvario che è stato pesante per me e per la mia famiglia per i miei familiari” ha detto Morici commentando la sentenza.

Via | Catania Oggi