Ore 12 – Fra “piazze” e “procure” affonda l’Italia del bipolarismo “fasullo”

L’ultimo sondaggio del Sole 24 Ore- Ipsos (mille interviste telefoniche) viene rivoltato come un calzino e ognuno lo tira dalla propria parte. Di fatto, con la tenuta o l’incremento dei due maggiori partiti, Pdl e Pd, rispetto alle Europee, si torna a dire che gli italiani confermano il bipolarismo, dopo che lo si era già

L’ultimo sondaggio del Sole 24 Ore- Ipsos (mille interviste telefoniche) viene rivoltato come un calzino e ognuno lo tira dalla propria parte.

Di fatto, con la tenuta o l’incremento dei due maggiori partiti, Pdl e Pd, rispetto alle Europee, si torna a dire che gli italiani confermano il bipolarismo, dopo che lo si era già dato per morto. E, in tal caso, abortirebbe ogni velleità di un terzo polo centrista.

Intanto, sfugge un dato significativo: che il 34,2% degli intervistati (oltre un terzo!) è indeciso o non vota. E già questo può far ribaltare qualsiasi previsione sul futuro. Inoltre nei sondaggi i partiti grossi sono sempre “gonfiati” e ridimensionati dalle urne.

Poi si continua a confondere il bipolarismo con il bipartitismo. Se è vero che il sondaggio conferma che in Italia c’è un bipolarismo basato su due grandi partiti (per altro sempre in fibrillazione e al limite dell’implosione) è altrettanto vero che è un bipolarismo “fasullo”, non maturo, basato, come dice Rosy Bindi: “più sui conflitti che sulla condivisione dei principi”, con coalizioni non omogenee, di fatto ostaggio della Lega da una parte e dell’Idv dall’altra.

Inoltre, con un partito di centro “rinnovato” (Udc più Alleanza per l’Italia di Rutelli, Tabacci, Dallai e altre formazioni in fieri nella Costituente di centro) vicino al 10%, è davvero difficile pensare a un bipolarismo effettivo e non inventato.

Per ultimo, contano sempre i risultati che, per il bipolarismo Made in Italy, sono davvero magri: confronto politico desolante, dei problemi veri nessuno se ne accorge e se ne occupa, riforme promesse e mai fatte, crisi morale e materiale, Italia “anormale” e ko.

Invece di rinnovare l’Italia, questo bipolarismo l’ha ibernata, nel pantano.

Siamo dunque al bivio: o si entra nel bipartitismo puro (ma la realtà politica e socio culturale non lo permette) o si riaprono i giochi con una “terza forza” che diventa ago della bilancia fra i due poli. Ma, piaccia o no, non è già così per le prossime regionali, con l’Udc decisiva quasi ovunque?