La Spezia, omicidio Jonathan Esposito a Valdilocchi. Il racconto degli amici di Davide Tenerani

Prosegue il lavoro degli investigatori che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio di Jonathan Esposito ucciso con una coltellata nella notte tra sabato e domenica scorsi in via Valdilocchi alla Spezia. In questo senso, una mano ai carabinieri potrebbe arrivare dalla visione dei filmati delle telecamere di sorveglianza del porto spezzino. E’ quello su

Prosegue il lavoro degli investigatori che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio di Jonathan Esposito ucciso con una coltellata nella notte tra sabato e domenica scorsi in via Valdilocchi alla Spezia. In questo senso, una mano ai carabinieri potrebbe arrivare dalla visione dei filmati delle telecamere di sorveglianza del porto spezzino.

E’ quello su cui stanno lavorando i carabinieri della Spezia in queste prime drammatiche ore post-omicidio: le prime informazioni acquisite i primi ad attaccare sarebbero stati Jonathan e gli amici. Ma almeno inizialmente nessun coltello sarebbe spuntato fuori: soltanto in un secondo momento l’arma è emersa. Chiaro che a livello investigativo diventa importante capire chi per primo avesse tirato fuori il coltello e dunque chi è uscito di casa con l’arma in tasca. Ma almeno inizialmente nessun coltello sarebbe spuntato fuori: soltanto in un secondo momento l’arma è emersa.

Intanto in casa della nonna del ragazzo arrestato con l’accusa di essere l’autore dell’omicidio, Davide Tenerani, di 24 anni, i carabinieri hanno trovato in una lavatrice degli abiti sporchi di sangue.

Ne parla La Repubblica Genova:

Gli abiti sarebbero attribuibili non solo a Davide ma anche ai suoi quattro amici. Dalle testimonianze acquisite da parte degli amici del giovane, gli uomini del colonnello Paolo Zito sono risaliti a quelli che ritengono alcuni tentativi di depistaggio delle indagini. Una volta risaliti in macchina per scappare dalla Spezia, Tenerani avrebbe detto “l’ho accoltellato”, riferendosi alla vittima e avrebbe dato ordine agli amici di spegnere tutti i cellulari e togliere anche le sim.

Poi avrebbe chiesto loro di togliersi gli abiti e indossarne altri e avrebbe portato tutto da lavare a casa della nonna. Ora i carabinieri faranno le analisi per stabilire a chi appartiene il sangue.Prosegue invece la ricerca del coltello con il quale è stato ucciso Jonathan Esposito davanti al circolo Arci in via Valdellora, alla Spezia.

«Ha avuto la percezione di aver dato la coltellata – sostengono i carabinieri – e quando domenica pomeriggio si è presentato per fornire la sua versione, dichiarando il contrario, non sapeva che noi avevamo già ascoltato i giovani che erano con lui». Scrive La Nazione:

Sono proprio le testimonianze rilasciate ai militari dell’Arma dagli amici, a mettere di fronte alle proprie responsabilità Davide Tenerani, il 24enne di Carrara in stato di fermo, accusato dell’omicidio volontario di Jonathan Esposito durante la tragica rissa di domenica mattina all’uscita dall’Arci Shake di via della Concia. A questo bisogna poi aggiungere la testimonianza di chi l’avrebbe visto scendere dall’auto, infliggere il colpo mortale e risalire.

Pur avendo, inconsapevolmente, collaborato alla ricostruzione dei fatti, i quattro amici restano comunque indagati per favoreggiamento. Perché una volta appreso quanto accaduto, avrebbero dovuto denunciarlo invece di fuggire e assecondare il presunto omicida. Nell’immediatezza hanno persino contribuito al suo tentativio di depistaggio.

Nelle ore immediatamente successive al delitto, i militari avevano già rintracciato i protagonisti della lite sfociata in rissa:

i carabinieri, alle 6.30, avevano già bussato in casa di G.A. che stava dormendo e poco dopo anche da L.B., quindi hanno rintracciato M.S. che pur essendo venuto alla Spezia con la Golf, nella concitazione della fuga era stato ‘dimenticato’ dagli amici. La quinta persona tornata a Carrara con l’auto, infatti, è una ragazza risultata estranea all’aggressione. M.S. invece ha dovuto prendere il treno e quando i carabinieri sono andati a cercarlo lo hanno trovato malconcio, tanto che prima di condurlo in caserma per ascoltarlo, lo hanno accompagnato al pronto soccorso del Sant’Andrea, dove i medici gli hanno stilato un referto di dieci giorni per lesioni ad un occhio, al torace e a un ginocchio. Anche Tenerani aveva una ferita al dito indice della mano destra che, secondo gli inquirenti, si sarebbe procurato sferrando il fendente mortale.

Il coltello con cui Esposito è stato colpito non è stato ancora trovato. I quattro ragazzi che erano con Tenerani nel circolo Arci – denunciati in stato di libertà – non avrebbero saputo dare spiegazioni precise in merito.

Non conoscono bene la zona perchè sono di Carrara e dunque non sanno dove si sono liberati della “lama”. I quattro avrebbero parlato in maniera confusa di un canale o di un fosso.Tra l’altro, i quattro ragazzi erano ubriachi tanto da non riuscire a descrivere in modo convincente i passaggi di quella rissa e la successiva fuga a bordo della Golf station wagon alla quale era stato rotto un vetro con un secchio vuoto di vernice.

L’autopsia sul corpo di Jonhatan Esposito è stata disposta per questa mattina. I risultati dovrebbero essere comunicati ai legali delle parti nel corso della giornata.

Via | Città della Spezia