Sarah Scazzi: Carmine Misseri e Cosimo Cosma hanno respinto l’accusa di concorso in soppressione di cadavere

Sono stati interrogati ieri, ed hanno respinto le accuse proclamandosi innocenti, Carmine Misseri e Cosimo Cosma, rispettivamente fratello e nipote dell’uomo in carcere per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi. I due, arrestati mercoledì con l’accusa di concorso in soppressione di cadavere, hanno risposto alle domande dei magistrati ed hanno negato ogni loro coinvolgimento nel caso


Sono stati interrogati ieri, ed hanno respinto le accuse proclamandosi innocenti, Carmine Misseri e Cosimo Cosma, rispettivamente fratello e nipote dell’uomo in carcere per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi.

I due, arrestati mercoledì con l’accusa di concorso in soppressione di cadavere, hanno risposto alle domande dei magistrati ed hanno negato ogni loro coinvolgimento nel caso di Avetrana.

Cosimo Cosma, si legge su La Gazzetta Del Mezzogiorno, ha ribadito la sua innocenza e chiarito la contraddizione relativa al pomeriggio del 26 agosto, giorno in cui Sarah Scazzi fu uccisa:

Nella prima versione ha detto di essere stato con la moglie, nella seconda di essere andato nel terreno vicino alla sua abitazione per fare dei lavori […] e sottolineando di aver visto Michele Misseri solo la sera del 27 agosto, il giorno dopo la scomparsa di Sarah, quando si recò nell’abitazione dei Misseri in via Deledda ad Avetrana per avere notizie della ragazzina. Ma non solo. Mimino ha aggiunto un elemento tutt’altro che irrilevante, per protestare la sua innocenza e cioè che il figlio era compagno di scuola di Sarah e che mai, proprio mai, avrebbe potuto partecipare ad un fatto così brutto, come l’occultamento del cadavere della ragazzina di Avetrana, perché sapeva che Sarah era amica del figlio.


Anche Carmine, fratello minore di Michele Misseri, non ha fatto altro che ripetere quanto già affermato nei precedenti interrogatori:

di aver ricevuto una telefonata dal fratello Michele il pomeriggio del 26 agosto ma di non aver svolto mai nessun ruolo nell’omicidio. D’altronde, ha aggiunto, i tabulati telefonici dimostrano che quel pomeriggio non è mai andato nella zona della cisterna e dunque come è possibile che gli venga contestato il concorso nella soppressione del cadavere?

Dopo gli interrogatori, il legale di Cosimo Cosma, Raffaele Missere, ha rivelato alla stampa di aver già presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro l’ordinanza di custodia cautelare e al gip la revoca del provvedimento o la sua trasformazione negli arresti domiciliari.

Sembra sia stato anche chiarito, inoltre, cosa avvenne l’8 gennaio scorso, quando Cosima Serrano, moglie di Michele, si recò a casa di Carmine insieme alla sorella Emma. Ne parla TgCom:

Quel giorno infatti, la mamma di Sabrina si presentò a casa di Carmine con un cellulare avvolto in un panno chiedendo a quest’ultimo se poteva accenderlo, visto che lei non era capace. L’uomo che fiutò la trappola, non toccò il cellulare. Ancora non si sa a chi appartenesse il telefono ma con molta probabilità conteneva le impronte della piccola Sarah e per questo motivo è all’esame del Ris. E Carmine non cercò neanche nell’auto della donna che gli chiese di recuperare un altro apparecchio telefonico che a suo dire era nascosto dentro il bauletto dell’opel Astra in uso della famiglia Misseri.

I Video di Blogo

Gli ultimi minuti di vita di George Floyd

Ultime notizie su Inchieste e processi

Tutto su Inchieste e processi →