Caserma Levante, l’ex comandante non risponde al Gip ma ai giornalisti dice: “30 anni di onorata carriera”

Intanto una trans chiede udienza ai magistrati: “Minacciata e picchiata in caserma”

Il maresciallo dell’Arma comandante fino alla scorsa settimana della Caserma dei carabinieri Levante di Piacenza, sotto sequestro dopo l’indagine sui militari presunti infedeli (accusati tra l’altro a vario titolo di reati come spaccio di droga, estorsione e tortura), non ha risposto al gip.

“In questa fase abbiamo preferito non rispondere, valuteremo se essere sentiti più avanti” ha affermato il legale dell’ex comandante che però qualcosa l’ha detta ai giornalisti: “Come volete che mi senta dopo 30 di onorata carriera? Non ho mai avuto una sanzione disciplinare, le mie note caratteristiche sono eccellenti, non mi sento di dire nulla” ha proferito il maresciallo accusato di arresto illegale, perquisizione arbitraria, falso in concorso e abuso d’ufficio.

E la vicenda della Levante rischia di diventare ogni giorno che passa sempre più un focolaio di veleni e accuse, ancora tutte da accertare. Da ultimo quelle di una transessuale brasiliana che ha raccontato ad alcuni media di essere stata obbligata a collaborare con i carabinieri della Levante, a dare informazioni, con l’ex comandante che altrimenti, già un anno e mezzo fa, l’avrebbe minacciata di rimandarla in Brasile: “Se non mi dai lavoro ti rispedisco al tuo paese”.

La trans Francesca, ex informatrice della polizia, vorrebbe ora essere ascoltata dai magistrati e il suo avvocato ha presentato formale richiesta secondo quanto riportano l’Huffington Post e altri quotidiani: “Sono stata minacciata più volte” avrebbe detto Francesca, sostenendo di esser stata obbligata una volta a fare sesso e di aver subito anche percosse all’interno della caserma.

Accuse pesanti, che andranno incontro al vaglio della Procura. Intanto i vertici provinciali dell’Arma sono stati azzerati mentre si attende l’entrata in caserma dei RIS di Parma che svolgeranno un accertamento tecnico irripetibile nei locali di Via Caccialupo.

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