Venezia: smantellato laboratorio cinese clandestino. Si realizzavano capi per le grandi marche

Capi d’abbigliamento realizzati da manodopera cinese clandestina e destinati alla boutique delle grandi marche della moda.E’ quanto è emerso la notte scorsa a Gardigiano di Scorzé, in provincia di Venezia, dove le autorità hanno fatto chiudere un laboratorio tessile cinese e sequestrato migliaia di capi d’abbigliamento.Il laboratorio – circa 35 postazioni di lavoro e diversi


Capi d’abbigliamento realizzati da manodopera cinese clandestina e destinati alla boutique delle grandi marche della moda.

E’ quanto è emerso la notte scorsa a Gardigiano di Scorzé, in provincia di Venezia, dove le autorità hanno fatto chiudere un laboratorio tessile cinese e sequestrato migliaia di capi d’abbigliamento.

Il laboratorio – circa 35 postazioni di lavoro e diversi posti letto realizzati in cartongesso – era operativo anche di notte e quando gli agenti, intorno alle 2, hanno fatto irruzione, ben quindici persone stavano confezionando abiti.

Tra questi, sei clandestini. Tutti gli altri dipendenti, invece, sono risultati privi di contratto.

In manette è finito il titolare dell’attività, un cinese di 30 anni residente a Mestre. Per lui l’accusa è di sfruttamento di mano d’opera clandestina.

Nel discutere i dettagli dell’operazione, Marco Odorisio, dirigente della squadra mobile lagunare, ha sottolineato la totale estraneità delle ditte committenti, tra le quali diverse marche molto note:

Le aziende committenti avevano appaltato la realizzazione dei capi ad alcune ditte e poi, attraverso un sistema di subappalti, parte dei lavori sono finiti in gestione al laboratorio diretto dal cittadino cinese che abbiamo arrestato per sfruttamento di manodopera clandestina. È chiaro quindi che le ditte committenti non potevano sapere a chi fossero poi finiti i lavori; sono invece in corso accertamenti, anche di natura fiscale, per risalire la catena dei subappalti.

Via | Il Gazzettino

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