Omicidio Carla Molinari: Giuseppe Piccolomo riconosciuto in aula dai testimoni

Giuseppe Piccolomo, accusato dell’omicidio della pensionata Carla Molinari, sgozzata e mutilata nella sua abitazione di Cocquio Trevisago il 5 novembre del 2009.Nel corso della giornata sono stati ascoltati ben nove testimoni, tra questi la signora Maria Gabriella Volante, 64enne considerata testimone-chiave nell’indagine che ha portato all’arresto di Piccolomo.La donna, ex titolare di un negozio, ha


Giuseppe Piccolomo, accusato dell’omicidio della pensionata Carla Molinari, sgozzata e mutilata nella sua abitazione di Cocquio Trevisago il 5 novembre del 2009.

Nel corso della giornata sono stati ascoltati ben nove testimoni, tra questi la signora Maria Gabriella Volante, 64enne considerata testimone-chiave nell’indagine che ha portato all’arresto di Piccolomo.

La donna, ex titolare di un negozio, ha raccontato di aver visto l’imputato, il giorno in cui fu uccisa la Molinari, raccogliere dei mozziconi di sigarette dai posaceneri di un bar del centro commerciale di Cocquio Trevisago.

Quei mozziconi di sigaretta, ne abbiamo parlato in passato, furono ritrovati sul luogo del delitto, posizionati lì in un possibile tentativo di depistaggio.

Fu proprio la Volante, insieme a suo marito, ad indirizzare gli inquirenti verso Piccolomo. Ne parla Il Giorno:

La mattina del 5 novembre la donna osserva l’artigiano svuotare un portacenere. Ne parla con il marito. Questi suggerisce che l’uomo col giaccone rosso avesse portato con sè le cicche per farne una sigaretta con avanzi di tabacco. «Impossibile – dice la donna – Era vestito troppo dignitosamente». Il giorno dopo la pensionata s’imbatte ancora in Piccolomo, mentre esce da un bagno al market, e lo indica al marito. Quando leggono la notizia del presunto depistaggio marito e moglie collegano i due episodi. Prima pensano di rivolgersi al parroco di Ispra. Poi vanno dai carabinieri. Il 13 novembre tre militari sono a Cocquio. Osservano un uomo simile alla persona descritta. Le scarpe sono come quelle ricordate dalla testimone. Parla con un’altra persona e fa riferimenti interpretati come accenni al delitto. «Ci vuole un colpevole – dice – Prima o poi prenderanno un innocente e lo sbatteranno in galera. E lui non potrà che appellarsi alla clemenza della corte». Quell’uomo, dice il capitano Corsano, è Piccolomo. Il 16 novembre i carabinieri tornano al centro. Vedono la testimone, arrivata col marito per acquistare angioletti per l’albero di Natale. C’è anche Piccolomo. La donna lo ha avvistato nel reparto frutta, mentre spilucca un acino d’uva. Lo indica ai carabinieri. Da lì il cerchio inizia a stringersi.

La prossima udienza è fissata per il prossimo 21 marzo.

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