Truffa dei diamanti, arrestato l’imprenditore Nicolò Maria Pesce. Sequestro di beni per 17 milioni

Decine di migliaia di risparmiatori truffati.

Nicolò Maria Pesce, imprenditore nel settore finanziario operante nel Nord-Italia, è stato arrestato dai finanzieri del Comando provinciale di Milano nell’ambito dell’operazione denominata “Gold fish”, coordinata dal sostituto procuratore Grazia Colacicco sulla base di quanto emerso dall’indagine “Crazy diamonds”. I diamanti, infatti, sono al centro di una truffa perpetrata ai danni di decine di migliaia di risparmiatori . Dall’inchiesta è emerso che alcune società, attraverso il sistema bancario, promuovevano e vendevano diamanti a prezzi superiori rispetto al loro effettivo valore, promettendo agli investitori dei rendimenti al di fuori della realtà e applicando provvigioni esorbitanti.

Le Fiamme Gialle hanno ricostruito il meccanismo di riciclaggio usato per occultare una parte dei proventi della presunta truffa, anche attraverso l’interposizione di numerose persone fisiche e giuridiche. Secondo quanto affermato dagli inquirenti, Nicolò Maria Pesce “aveva riciclato e reinvestito i propri guadagni illeciti in fondi gestiti da una società d’investimento lussemburghese nonché finanziando numerose imprese a sé riconducibili, tutte attive nel Centro-Nord Italia nei più diversificati settori economici: un ristorante a Forte dei Marmi, una cava di marmo, una sartoria ed un concessionario di autovetture tutti ubicati in Carrara e due società operanti nel recupero crediti e nell’intermediazione immobiliare con sede in Milano”.

Ora, tra Milano, Roma, Varese e le province di Lucca e Massa Carrara, sono stati sequestrati 53 rapporti finanziari, 21 partecipazioni societarie, un immobile e un’auto. In totale sono stati sequestrati beni per un controvalore di oltre 17 milioni.