Sarah Scazzi: arrestati Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele

Per la Procura sarebbero stati i complici di Michele Misseri. Carmine Misseri, 54 anni, e Cosimo Cosma, 43, fratello e nipote dell’uomo in carcere per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi, sono stati arrestati con l’accusa di soppressione di cadavere. Avrebbero aiutato Michele a nascondere il cadavere di Sarah, uccisa il 26 agosto dell’anno scorso, “per


Per la Procura sarebbero stati i complici di Michele Misseri. Carmine Misseri, 54 anni, e Cosimo Cosma, 43, fratello e nipote dell’uomo in carcere per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi, sono stati arrestati con l’accusa di soppressione di cadavere.

Avrebbero aiutato Michele a nascondere il cadavere di Sarah, uccisa il 26 agosto dell’anno scorso, “per sopprimerlo definitivamente – scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere – a mezzo della sua distruzione attraverso l’acqua” del pozzo, in contrada “Mosca” tra Avetrana e Nardò, in cui il corpo senza vita di Sarah venne ritrovato dopo la prima confessione di zio Michele del 6 ottobre 2010.

Ad incastrarli sarebbero state alcune intercettazioni telefoniche; due telefonate fatte da Michele al fratello Carmine e al nipote Cosma detto “Mimino” che, secondo gli inquirenti, indicherebbero il tentativo del contadino di Avetrana di “coprirli” .

Scrive il Nuovo quotidiano di Puglia:

Confermata dalla procura di Taranto, dunque, la pista che gli investigatori hanno seguito negli ultimi mesi, convinti che a gettare il corpo di Sarah nel pozzo non possa essere stato il solo Michele Misseri. (…) Fu lo stesso Michele Misseri a condurre gli inquirenti nella campagne in cui si trova il pozzo, dopo aver confessato l’omicidio di Sarah (sua nipote). Lo stesso Misseri ha poi tirato in ballo la figlia Sabrina, prima accusandola di aver collaborato al delitto e in un secondo momento attribuendole ogni responsabilità nello stesso omicidio. Limitando il suo ruolo a quello del padre che si offre per assumersi le colpe e si attiva per nascondere il cadavere della nipote che la figlia ha ucciso.

Delle telefonate parla La Gazzetta del Mezzogiorno:

Le due telefonate sono proprio del 26 agosto 2010, giorno dell’uccisione della quindicenne. Alle 15.08, poco dopo che Sarah era stata uccisa, Michele Misseri telefonò al fratello Carmine, ma su che cosa si siano detti quel giorno i due hanno riferito cose molto diverse. ”Mi ha detto che Sarah non si trovava”, ha raccontato Carmine in una deposizione, riferendosi a quella telefonata. Michele invece ha sempre detto di non ricordare quella frase e di aver riferito al fratello che, se lo avesse cercato la moglie, avrebbe dovuto rispondere che era andato in campagna perché ”erano scappati i cavalli”, motivando questo col fatto che aveva litigato con la consorte.

Alle 15.08, poco dopo che Sarah era stata uccisa, Michele Misseri telefonò al fratello Carmine, ma su che cosa si siano detti quel giorno i due hanno riferito cose molto diverse. “Mi ha detto che Sarah non si trovava”, ha raccontato Carmine in una deposizione, riferendosi a quella telefonata. Michele invece ha sempre detto di non ricordare quella frase e di aver riferito al fratello che, se lo avesse cercato la moglie, avrebbe dovuto rispondere che era andato in campagna perchè “erano scappati i cavalli”, motivando questo col fatto che aveva litigato con la consorte. Ma Michele non aveva litigato con la moglie e nessun cavallo era fuggito dalla proprietà di famiglia. La telefonata di Michele Misseri al nipote è delle 18.28 del 26 agosto, peraltro chiamando sull’utenza della moglie di ‘Mimino’.

“Per caso da sopra la ‘Riforma’ (una zona di Avetrana, ndr) è passata qualche macchina sospetta che c’era Sarah dentro?” avrebbe chiesto Michele al nipote, secondo il racconto dell’agricoltore. “No, di qua non è passato nessuno” sarebbe stata la risposta di Mimino.Ma se il nipote, ragionano gli inquirenti, davvero non fosse stato al corrente della scomparsa di Sarah, perché parlare di una presunta auto sospetta con a bordo la quindicenne? In quel momento, Sarah era morta da più di quattro ore e il cadavere era stato già nascosto nel pozzo di contrada Mosca.

Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri in base a un’ ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Taranto Martino Rosati richiesta dal procuratore aggiunto Pietro Argentino e dal sostituto procuratore Mariano Buccoliero.

Intanto in caserma sono state convocate anche le moglie degli arrestati ai quali è stato fatto divieto di parlare con i propri legali prima dell’interrogatorio di garanzia

Via | Nuovo Quotidiano di Puglia

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