Ore 12 – Moschee e “minareti” pari sono? L’Italia teme il partito degli islamici

Come le tempeste vere, anche quella dei “minareti” oltrepasserà le Alpi e dalla Svizzera invaderà l’Italia. La “bomba” del referendum (risultato “scioccante” o “magnifico”, a seconda della parti) nel Paese degli orologi ha conseguenze anche da noi, ovviamente con lo strascico di forte polemiche e di strumentalizzazioni di parte. Correva l’anno 1322 quando l’Italia vide

Come le tempeste vere, anche quella dei “minareti” oltrepasserà le Alpi e dalla Svizzera invaderà l’Italia.

La “bomba” del referendum (risultato “scioccante” o “magnifico”, a seconda della parti) nel Paese degli orologi ha conseguenze anche da noi, ovviamente con lo strascico di forte polemiche e di strumentalizzazioni di parte.

Correva l’anno 1322 quando l’Italia vide l’ultimo minareto, a Lucera, in Puglia. Nel 1988 si ripartì con il minareto e cupola di Segrate. Poi toccò a Roma, quindi a Colle Val d’Elsa di Siena, iceberg dei 700 luoghi di culto (per lo più garage e capannoni) dei musulmani presenti in Italia.

L’Italia, sull’onda del referendum svizzero che ha vietato i minareti, si è già spaccata in due. Come al solito. Anche qui c’è chi annuncia referendum (confermativo o propositivo?). La Chiesa è prudente e, apparentemente, lascia la patata bollente in mano alla politica, che, divisa, latita. Anche se a livello locale non pochi sindaci si trovano davanti numerose richieste per aprire nuove moschee e innalzare minareti.

In Italia i musulmani sono oltre un milione e mezzo e rivendicano moschee e minareti. Gli italiani, sessanta milioni, vogliono restare i padroni in casa propria. E li temono. Non solo e non tanto perché musulmani, ma perché “diversi”. Forse anche perché “invisibili”, e non solo dietro il burqa.

La “torre” del muezzin travalica la dimensione religiosa e tende ad assumere significati politici. Insomma non c’entra niente con la moschea e tanto meno con la preghiera. E’ il giudizio della Lega Nord, non facilmente contestabile. Altra cosa è dare l’ok alle moschee ma “compatibili con i nostri pensieri, le nostre usanze, i nostri pensieri”. Ma si gira attorno al pero.

Quel che non si vuole è il diritto di cittadinanza, e quindi di voto, per gli immigrati. Cioè si teme la nascita di partiti islamici. Già, ci mancava.