Secondigliano: il pregiudicato Francesco Feldi ucciso in un agguato in strada

Non ci sono dubbi. L’omicidio di Francesco Feldi, pregiudicato 40enne freddato venerdì nel quartiere napoletano di Secondigliano, ha tutte le caratteristiche di un agguato di stampo camorristico. Feldi era considerato un elemento di spicco del clan Amato-Pagano, gli «scissionisti» rivali dei Di Lauro nella faida di Secondigliano-Scampia, e già nel 2008 aveva subito un attentato.


Non ci sono dubbi. L’omicidio di Francesco Feldi, pregiudicato 40enne freddato venerdì nel quartiere napoletano di Secondigliano, ha tutte le caratteristiche di un agguato di stampo camorristico.

Feldi era considerato un elemento di spicco del clan Amato-Pagano, gli «scissionisti» rivali dei Di Lauro nella faida di Secondigliano-Scampia, e già nel 2008 aveva subito un attentato.

Venerdì sera, in via Stelvio, è stato sorpreso da alcuni sicari e crivellato di colpi.

A nulla è servito l’arrivo dei soccorsi: Feldi è morto sul colpo, mentre i sicari sono riusciti a far perdere le proprie tracce.

Gli investigatori stanno ancora cercando di ricostruire la dinamica del delitto e sospettano un collegamento con il recente arresto del boss Domenico Antonio Pagano, ritenuto l’attuale reggente degli “Scissionisti”.

Del precedente attentato a Feldi, avvenuto nel 2008 in via Stelvio, si legge su Cronache di Camorra:

Nel clima di tensione creatosi a seguito della scissione operata da Giovanni Cesarano – c’è scritto nel provvedimento di fermo – egli organizza, unitamente ad Antonio Errichelli, l’attentato a Vincenzo Allocco, ormai transitato tra le fila degli scissionisti dei Cesarano. Ed ancora organizza l’attentato alla vita di uno degli avversari scissionisti del rione Berlingieri, probabilmente Francesco Feldi.

Su Feldi si legge qualcosa nell’archivio del Giornale di Napoli, in un articolo datato 29 novembre 2008:

Francesco Feldi è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale: «Quando esco, vi devo far sparare: non sapete chi sono io», aveva detto in un sfogo colorito per il motorino che gli veniva sequestrato. Prese poi una sedia e la scaraventò contro un assistente di polizia del commissariato Secondigliano, colpendolo ma senza conseguenze per fortuna. Un comportamento che gli è costato le manette per resistenza, lesioni e minacce a pubblico ufficiale, reati aggravati dall’articolo 7 della legge Falcone. Infatti ha anche pronunciato parole offensive contro gli agenti della squadra giudiziaria che erano nell’ufficio e in particolare contro colui che poco prima l’aveva fermato controllo nel rione Berlingieri, scoprendo che non poteva guidare il mezzo: la patente gli era stata sospesa in conseguenza della sorveglianza speciale cui era sottoposto.

Le indagini continuano.

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