Cina, nessun caso di coronavirus interno: fine lockdown nello Hubei. Nuovi aiuti da Pechino all’Italia

Fine lockdown nello Hubei. Pechino ha inviato in Italia il 3° gruppo di esperti e 8 tonnellate di forniture mediche

La Cina pone fine alle restrizioni nella provincia di Hubei, l’iniziale focolaio dell’epidemia di coronavirus poi diventata pandemia.

Se nell’epicentro originario del Covid-19 sono stati registrati nelle ultime ore solo 47 nuovi casi di positività, tutti relativi a persone arrivate dall’estero, nel resto del mondo il nuovo coronavirus accelera, come sottolineato dall’Oms. Dall’India alla Gran Bretagna, in intere nazioni è stato decretato il lockdown.

L’isolamento in casa e le altre misure di lockdown nello Hubei, in vigore da oltre due mesi, sono state ritirate a partire da oggi, questo significa che i residenti che stanno bene potranno spostarsi e lasciare la provincia. Le restrizioni proseguono però fino all’8 aprile per la capitale della provincia, la megalopoli di Wuhan.

La Commissione nazionale della Sanità cinese nel fornire gli ultimi dati sui 47 nuovi casi importati, ha riferito anche di quattro nuovi decessi di persone positive. L’epidemia ha causato in tutto 3.281 morti in Cina, 81.218 le persone contagiate e 73.650 i guariti.

Intanto Pechino ha inviato in Italia il terzo gruppo di medici ed esperti e 8 tonnellate di forniture mediche che tanto servono a cominciare da 30 ventilatori polmonari, 320.000 mascherine, 30.000 tute protettive e poi ancora 20 set di monitor sanitari e 3.000 schermi facciali.

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