Berlusconi: “Io il più duro con la mafia”. Ecco i dati e le norme

Il Premier Silvio Berlusconi si sente accerchiato ed esprime la propria indignazione di fronte all’attacco, secondo lui, più incredibile che gli sia stato rivolto nel corso di questi ultimi anni. Per sgombrare il campo dalle accuse rivendica l’opera contro le organizzazioni criminali sotto i suoi governi Se c’è un partito che più si è distinto


Il Premier Silvio Berlusconi si sente accerchiato ed esprime la propria indignazione di fronte all’attacco, secondo lui, più incredibile che gli sia stato rivolto nel corso di questi ultimi anni. Per sgombrare il campo dalle accuse rivendica l’opera contro le organizzazioni criminali sotto i suoi governi

Se c’è un partito che più si è distinto nel contrastare la criminalità organizzata questo è stato FI e oggi il Pdl. Se c’è un governo che più di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi più netti e coerenti, è il mio

Ma è veramente così? I dati della lotta alle mafie da quando è tornato al governo Berlusconi nel 2008 sembrano confermare un netto cambio di marcia

Tra i risultati positivi ottenuti (aggiornati a fine ottobre) 377 operazioni di polizia con un incremento del +53% rispetto ai 18 mesi precedenti che hanno portato a 3.630 arresti (916 di affiliati a Cosa Nostra, 571 alla ‘ndrangheta, 1.465 alla camorra e 498 alle organizzazioni pugliesi. Lo Stato ha potuto mettere a segno, poi, 282 arresti di latitanti (+87%) con la cattura di 15 latitanti tra i piu’ pericolosi ancora in circolazione ai quali vanno aggiunti i 37 latitanti arrestati e posti nella lista dei 100 piu’ pericolosi


Anche sui sequestri di beni c’è un notevole aumento di operazioni

Nel 2007 è stato sequestrato un patrimonio di 3,5 miliardi di euro, l’equivalente di una manovra finanziaria. Nel 2008 si è saliti a 4,5 miliardi e i numeri per il 2009 raccontano un ulteriore balzo verso l’alto: cinque miliardi e 372 milioni di euro, il 50 per cento in più rispetto ai 17 mesi precedenti all’aprile 2008.

Tra le norme presentate e diventate legge con questo esecutivo si ricordano: norme antiriciclaggio, norme contro le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, i benefici per le vittime della criminalità organizzata, norme che escludono dagli appalti chi non denuncia il pizzo, sequestri preventivi, norme per lo scioglimento dei comuni infiltrati, nuovi poteri per il procuratore nazionale antimafia e le norme molto più restrittive sul 41 bis, il carcere duro.

Il capo della Polizia Manganelli, quando furono promulgate, disse che erano le norme volute da Falcone

Queste sono leggi che hanno previsto una serie di quelli che un tempo erano auspici del giudice Falcone e che sono stati portati avanti da altre persone, da ultimo dal procuratore nazionale antimafia Grasso. Sono norme che mirano a migliorare le condizioni di sicurezza del nostro Paese e quindi direttamente agiscono anche per togliere linfa alle organizzazioni criminali

Ma non è che tutte queste accuse dei presunti pentiti sono una vendetta per l’inasprimento delle norme contro la criminalità organizzata?

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