Coronavirus, l’OMS dichiara l’emergenza sanitaria globale

Dopo i recenti casi di Coronavirus 2019-nCoV in numerosi Paesi al di fuori della Cina, con conferma di contagio diretto da persona a persona, l’OMS ha dichiarato l’emergenza sanitaria globale.

Il Coronavirus 2019-nCoV è stato ufficialmente dichiarato un’emergenza sanitaria globale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella serata del 30 gennaio 2020, con 8.235 casi confermati in tutto il Mondo e 171 morti in territorio cinese.

Il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato il perché di questo annuncio:

La ragione principale di questa dichiarazione non è quello che sta succedendo in Cina, ma quello che sta accadendo in altri Paesi.

Sono 98 i casi confermati in 18 diversi Paesi al di fuori della Cina, finora senza decessi, e sono già stati identificati almeno 8 casi di infezione da uomo a uomo tra gli Stati Uniti, la Germania, il Giappone e il Vietnam.

Pur elogiando gli sforzi della Cina in questi ultimi giorni, Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato che il Coronavirus 2019-nCoV rappresenta un’epidemia senza precedenti affrontata con una risposta senza precedenti.

Cosa significa la dichiarazione di emergenza globale?

Cosa significa esattamente e come dovranno comportarsi i vari Paesi dopo questa dichiarazione? L’OMS ha spiegato che al momento non è possibile prevedere quanto sarà grande l’emergenza e quanto si diffonderà il Coronavirus 2019-nCoV nel resto del Mondo. Proprio per questo motivo è necessario che tutti i Paesi siano pronti ad affrontare un’eventuale pandemia.

Bisogna aspettarsi casi di Coronavirus 2019-nCoV in tutti i Paesi del Mondo e per questo motivo tutti i Paesi dovranno iniziare a prepararsi per il contenimento, inclusi la sorveglianza attiva, la detenzione preventiva, l’isolamento e la gestione dei casi, ma anche la condivisione di tutti dati con l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Tutti i Paesi, spiega l’OMS, dovranno dare particolare enfasi alla riduzione del contagio da persona a persona, alla prevenzione della trasmissione secondaria e alla diffusione internazionale:

In circostanze specifiche le misure che limitano gli spostamenti delle persone potrebbero risultare temporaneamente utili, come in ambienti con limitate capacità di risposta o dove c’è un’alta intensità di trasmissione tra le persone vulnerabili.

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