Coronavirus, 132 i morti e 6.057 i casi di contagio

Salgono le vittime di coronavirus in Cina e aumentano i casi di contagio in tutto il Mondo. L’Italia sta valutando di far rientrare i cittadini italiani attraverso un ponte aereo.

È salito ulteriormente il bilancio delle morti in Cina legate al Coronavirus 2019-nCoV. Gli ultimi dati ufficiali confermano 26 decessi in queste ultime ore, che portano a 132 il totale delle vittime, tutti in territorio cinese. Il numero dei casi confermati di infezioni da coronavirus 2019-nCoV ha superato quota 6.057, di cui 5.970 in Cina.

Gli stessi dati che ci confermano i decessi, però, ci dicono anche che 110 persone infettate dal coronavirus hanno superato il periodo più critico e si sono riprese. Questo non significa che la preoccupazione è in diminuzione. Anzi. Gli esperti prevedono che il picco di infezioni si avrà entro i prossimi dieci giorni, mentre la Cina sta compiendo sforzi incredibili per contenere l’epidemia.

Intanto proseguono anche gli sforzi di vari Paesi del Mondo per riportare in patria i cittadini stranieri che si trovano nell’epicentro dell’epidemia, tra la provincia di Hubei e le zone limitrofe, con modalità diverse rispetto a quanto ipotizzato in un primo momento: sembra definitivamente sfumata l’ipotesi di una quarantena in Cina, lontano dal focolaio.

Il governo australiano, ad esempio, sta pensando di utilizzare l’isola di Natale, a circa 2mila chilometri dall’Australia, per tenere in quarantena i circa 600 cittadini australiani che hanno manifestato l’intenzione di far rientro in patria. E qualcosa di simile starebbero pianificando anche gli Stati Uniti, anche se non è chiaro dove i cittadini statunitensi sarebbero posti in quarantena.

Per l’Italia sarebbe definitivamente saltata la possibilità di far arrivare i 70 cittadini italiani da Wuhan alla città cinese di Changsha. L’ipotesi al vaglio della Farnesina sarebbe quella di un trasferimento aereo dalla Cina all’Italia con la collaborazione del Ministero della Sanità e dell’Istituto Spallanzani di Roma, ma per questo servirà l’ok di Pechino.

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