Chi è Franco Presta, sospetto mandante duplice omicidio San Lorenzo del Vallo

Per gli investigatori potrebbe essere Franco Presta il mandante del duplice omicidio di San Lorenzo del Vallo (Cosenza). Madre e figlia, Rosellina e Barbara Intrieri, di 45 e 22 anni, sono state barbaramente uccise in casa da un commando di sicari che ha iniziato a fare fuoco, forse con tre armi diverse, già nelle scale

di remar


Per gli investigatori potrebbe essere Franco Presta il mandante del duplice omicidio di San Lorenzo del Vallo (Cosenza). Madre e figlia, Rosellina e Barbara Intrieri, di 45 e 22 anni, sono state barbaramente uccise in casa da un commando di sicari che ha iniziato a fare fuoco, forse con tre armi diverse, già nelle scale della palazzina dove le vittime abitavano.

Una pioggia di proiettili che non ha lasciato scampo alle due donne e che ha ferito alla spalla e al bacino anche l’altro figlio, di 20 anni, di Rosellina Intrieri e Gaetano De Marco. Quest’ultimo è il fratello di Aldo, arrestato a dicembre con l’accusa di avere ucciso a colpi di pistola Domenico Presta, 22 anni, figlio di Franco, latitante da due anni e considerato dagli inquirenti uno dei più feroci killer di ‘ndrangheta in circolazione.

La famiglia di Aldo De Marco dopo l’omicidio è stata sottoposta a misure di protezione proprio per il timore di una vendetta. Che puntuale sarebbe arrivata colpendo la famiglia del fratello Gaetano.

Qualcosa in più su Franco Presta si legge su La Gazzetta del Sud e su Tele Reggio Calabria:

Silenzioso, occhi mobilissimi, fisico asciutto: Franco Presta, 47 anni, è un “uomo di rispetto” temuto e riverito. La sua fama è cresciuta a dismisura alla fine degli anni ’90 quando la ‘ndrangheta insediatasi in riva al Crati decise di ridisegnare con il piombo la mappa del potere mafioso. In tre anni vennero cancellati dalla scena delinquenziale personaggi ingombranti della vecchia “scuola” e “picciotti” vocati ad una eccessiva “autonomia”. Il ruolo di Presta emerse in tutta la sua inquietante portata prima con la maxinchiesta “Luce” che lo vide imputato d’un feroce agguato costato la vita, l’undici febbraio del 1994, a Bisignano, a Luigi Parise e Gabriele Mastroianni, e, poi, nel 2002 con il blitz “Twister” che scoperchiò gli “affari” gestiti dalle cosche cosentine. Da “Luce” Presta venne assolto, mentre per “Twister” incassò una condanna a cinque anni. E proprio per sfuggire alla pena divenuta nel frattempo definitiva, l’uomo nel maggio del 2009 si diede alla latitanza.

L’uomo è latitante da oltre due anni ed è ricercato, nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Catanzaro, per tre omicidi compiuti nel corso della guerra di mafia che ha interessato il cosentino tra il 1998 ed il 2001. Si tratta dei delitti di Primiano Chiarello, ucciso nel giugno del 1999 a Cassano allo Ionio e quelli dei boss della ‘ndrangheta cosentina Antonio Sena e Francesco Bruni, detto ”bella bella”, uccisi, rispettivamente, il 12 maggio del 2000 ed il 29 luglio del 1999. Tra i tre omicidi, quello più efferato è stato quello di Chiarello. L’uomo fu portato da alcuni suoi conoscenti in una stalla e contro di lui furono sparati diversi colpi con una mitraglietta Skorpion. Subito dopo il corpo fu fatto a pezzi e sciolto nell’acido.

Agli autori di questi delitti, tre dei quali arrestati nel maggio scorso, gli inquirenti sono risaliti grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e di intercettazioni. Presta è ritenuto un boss di una cosca che opera nell’alto Ionio Cosentino, e che è legata alla cosca Lanzino-Cicero di Cosenza. Anche alcuni suoi cugini di Roggiano Gravina sono latitanti nell’ambito dell’inchiesta Santa Tecla che nel giugno scorso ha portato all’arresto di 67 persone tra le quali i fratelli del sindaco di Corigliano calabro, Pasqualina Straface, che è pure indagata. In seguito all’inchiesta al comune è stato disposto l’accesso antimafia.

“Questa è barbarie – ha detto il procuratore di Castrovillari, Franco Giacomantonio – ottenere informazioni dai cittadini è difficile, un’impresa ardua perché, come avvenuto in passato, non parla nessuno, c’è un’omertà spaventosa. E’ da tempo che vado ripetendo che questo è un territorio a forte presenza mafiosa. Purtroppo il fenomeno è stato sottovalutato. Da quando sono a Castrovillari, circa due anni e mezzo, abbiamo registrato oltre una decina di omicidi. Oggi tocchiamo con mano questa dolorosa realtà.

Un pezzo di territorio che si conferma attraversato dalla violenza. Sono terribilmente scosso da quanto è avvento. La foto pubblicata dai giornalipoi, mi fa inorridire. Siamo in contatto con la Dda di Catanzaro per concordare i passi da fare, poi decideremo. Intanto i carabinieri stanno eseguendo le procedure di rito: l’esame balistico e il sequestro del luogo scenario dell’orribile massacro.”

L’obiettivo dei sicari sarebbe stato quello di uccidere tutti, compreso Gaetano De Marco che secondo gli investigatori sarebbe scampato alla morte solo perché i killer non hanno avuto il tempo di girare per tutta la casa; l’uomo, che pare fosse ubriaco, stava infatti dormendo in un’altra stanza.

Foto | CN24Tv

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