Erchie, SCU: arrestato latitante Tobia Parisi

A tradirlo è stata la partita amichevole della nazionale di calcio di ieri sera. Fine della latitanza per Tobia Parisi, ricercato dallo scorso settembre quando era sfuggito all’arresto nell’ambito dell’operazione antimafia Calipso contro le nuove leve del clan Vitale, ritenuto dagli inquirenti ai vertici della Sacra Corona Unita (SCU) nel Brindisino. Parisi ieri ha visto

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A tradirlo è stata la partita amichevole della nazionale di calcio di ieri sera. Fine della latitanza per Tobia Parisi, ricercato dallo scorso settembre quando era sfuggito all’arresto nell’ambito dell’operazione antimafia Calipso contro le nuove leve del clan Vitale, ritenuto dagli inquirenti ai vertici della Sacra Corona Unita (SCU) nel Brindisino.

Parisi ieri ha visto l’incontro di calcio Germania-Italia con alcuni amici in un’abitazione di Erchie (Brindisi); alla fine del match è sceso in strada e stava per allontanarsi, con ogni probabilità verso il luogo dove avrebbe passato la notte, quando alcuni militari dell’Arma lo hanno riconosciuto, bloccato e tratto in arresto. Le tre persone che si trovavano in casa con lui sono state denunciate per favoreggiamento personale.

Si legge su Brundisium.net che Parisi, 31 anni – ricercato per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione – è considerato il “luogotenente del Vicientino (Daniele, ndr) sul territorio di Latiano (BR) per la commissione di reati mafiosi tra cui il traffico di sostanze stupefacenti con la Calabria.”

Collegamenti che il clan Vitale avrebbe con la cosca Megna di Papanice, Crotone, come riporta Libera Informazione. Le indagini tese alla cattura del latitante sono state condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Brindisi.

“La Scu è un’organizzazione che non è stata affatto debellata – affermava in conferenza stampa il procuratore della Repubblica di Lecce Cataldo Motta dopo gli arresti dell’operazione Calipso – in quanto è capace continuamente di rigenerarsi. Il suo obiettivo è quello di costruire un potere alternativo a quello dello Stato sul modello della mafie delle regioni vicine, obbligando le vittime dei reati a chiedere sostegno non alle forze dell’ordine, ma al clan dominante». Secondo gli investigatori il punto di riferimento della “nuova” Scu era sempre il boss storico Pino Rogoli.

Uno dei due presunti capiclan della riorganizzata Scu, Ercole Perna, di recente ha deciso di collaborare con i magistrati. L’altro, Daniele Vicientino, è tuttora latitante.

Via | Nuovo Quotidiano di Puglia

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