Cuneo: continuano le indagini sull’omicidio di Fatima Mostayd. Ancora nessuna pista

Proseguono gli interrogatori in relazione all’omicidio di Fatima Mostayd, la 19enne marocchina uccisa a coltellate due giorni fa nella sua abitazione di Dronero, in provincia di Cuneo.Al momento gli inquirenti sembrano brancolare nel buio, ogni pista sembra valida: l’arma del delitto non è stata ritovata, il movente non è ancora stato chiarito.Dopo l’interrogatorio del fratello


Proseguono gli interrogatori in relazione all’omicidio di Fatima Mostayd, la 19enne marocchina uccisa a coltellate due giorni fa nella sua abitazione di Dronero, in provincia di Cuneo.

Al momento gli inquirenti sembrano brancolare nel buio, ogni pista sembra valida: l’arma del delitto non è stata ritovata, il movente non è ancora stato chiarito.

Dopo l’interrogatorio del fratello della vittima, stamattina è stata sentita anche sua madre, arrivata in Piemonte da Marsala, in provincia di Trapani.

La testimonianza della donna, che si trovava dalla parte opposta dell’Italia al momento del delitto, potrebbe essere utile a ricostruire il passato di Fatima.

L’unica certezza, ne parlavamo ieri, è che Fatima ha aperto la porta di casa al suo assassino.

Era appena tornata dal supermercato, dove è stata vista intorno alle 16, ed è probabile, secondo gli inquirenti, che l’assassino la stesse aspettando.

Si legge su TargatoCn:

Fatima era sul territorio nazionale da almeno 8 anni. Prima risiedeva al sud, in Sicilia soprattutto. La connazionale sull’omicida aggiunge: “Fatima qui non aveva problemi con nessuno, non aveva fidanzati o uomini e nemmeno nemici. Parlava bene l’italiano, il siciliano e il calabrese. Ieri non lavorava, lei di solito esce alle 17.30 quindi lui sapeva che era sola a casa perché il fratello era a Caraglio”. Ecco il punto.
“Lui” è l’assassino che ha avuto facile accesso alla casa e altrettanta facilità a dileguarsi. Le vie di fuga, sia in auto che a piedi, non mancano. Sulle possibili caratteristiche dell’assassino, sia connazionali che vicini italiani, sembrano non avere dubbi: qualcuno della comunità marocchina, ma altri ipotizzano anche un collega della vittima. Ipotesi, al momento.

Le indagini proseguono.

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