Camaiore, omicidio imprenditore Stefano Romanini: una lettera per gli investigatori

Comincia a delinearsi una pista per l’omicidio dell’imprenditore Stefano Romanini, freddato ieri mattina da un killer incappucciato che lo aspettava sotto casa a Camaiore (Lucca). Romanini aveva paura – sotto Natale gli era stata danneggiata l’auto, forse un avvertimento – perciò aveva lasciato una lettera in cui avrebbe indicato a chi di dovere dove guardare

di remar


Comincia a delinearsi una pista per l’omicidio dell’imprenditore Stefano Romanini, freddato ieri mattina da un killer incappucciato che lo aspettava sotto casa a Camaiore (Lucca). Romanini aveva paura – sotto Natale gli era stata danneggiata l’auto, forse un avvertimento – perciò aveva lasciato una lettera in cui avrebbe indicato a chi di dovere dove guardare nel caso gli fosse successo qualcosa. L’assassino gli ha esploso contro 15 colpi con una pistola calibro 9 semiautomatica, prima di darsi alla fuga, pare a piedi.

Ieri la moglie dell’uomo e le due figlie sono state ascoltate dai carabinieri. Le indagini si starebbero concentrando sulla presunta situazione debitoria dell’uomo, come riporta Repubblica Firenze:

Pare che l’imprenditore avesse una situazione debitoria pesante, e anche un contenzioso aperto con un cugino. Le indagini scavano sia nel privato che nel mondo lavorativo dell’uomo. Ieri sono stati ascoltati dalla polizia, che indaga sul caso, i famigliari della vittima (moglie e due figlie), i soci e alcuni dipendenti della ditta di escavazioni dell’uomo. Perquisite anche l’abitazione e la sede della ditta, da qualche mese intestata a una delle figlie.

Romanini era tra gli indagati, con alcuni dipendenti del Comune di Massa e imprenditori spezzini, per le frane di Mirteto (Massa Carrara), che causarono a ottobre 2010 la morte di un camionista 48enne.

Update (10/02/2011)
Gli investigatori starebbero lavorando su un appunto contenuto in un’agenda dell’imprenditore ucciso, e non su una lettera come emerso inizialmente. Alcune ipotesi sarebbero state già scartate e l’indagine avrebbe preso una piega precisa.

Foto | La Repubblica Firenze