Maggiolini, ex vescovo di Como indagato per favoreggiamento in un caso di pedofilia

Il Vescovo emerito di Como, Monsignor Alessandro Maggiolini è sul registro degli indagati della procura della città, accusato di favoreggiamento nei confronti dell’ex parroco di Laglio, don Mauro Stefanoni, attualmente sotto processo per violenza sessuale ai danni di un ragazzino disabile mentale, 14enne all’epoca dei fatti.Secondo quanto emerso Monsignor Maggiolini, il 16 novembre 2004, avrebbe

Il Vescovo emerito di Como, Monsignor Alessandro Maggiolini è sul registro degli indagati della procura della città, accusato di favoreggiamento nei confronti dell’ex parroco di Laglio, don Mauro Stefanoni, attualmente sotto processo per violenza sessuale ai danni di un ragazzino disabile mentale, 14enne all’epoca dei fatti.

Secondo quanto emerso Monsignor Maggiolini, il 16 novembre 2004, avrebbe convocato don Mauro per avvisarlo delle indagini in corso, permettendogli quindi di “mantenere un comportamento tale da sviare le indagini”.

Stefanoni respinge ogni accusa, ma stando alle dichiarazioni del pm “la videocassetta omopornografica trovata nella casa parrocchiale, la tipologia dei film acquistati sulla tv via satellite, i siti internet navigati, le chat line frequentate, i soprannomi utilizzati per farlo, e i rapporti intrattenuti con un suo ex parrocchiano di Ponte Tresa costituiscono una cornice perfetta per il quadro dipinto dalla vittima».

Maggiolini chiaramente non è della stessa opinione e in passato si era già esposto in prima persona diffondendo un un comunicato in cui attaccava gli organi di stampa che si stavano occupando del caso e aggiungeva che “la gente semplice e pacata guarda a don Mauro nella speranza di vederlo reintegrato pienamente nell’attività del ministero sacerdotale. Il resto è chiacchiera non sempre del tutto benevola. Per don Mauro prego. A lui sono vicino con affetto“.

Una presa di posizione criticata da molti, soprattutto quando Stefanoni non fu sospeso in attesa di chiarire la sua posizione e, dopo un periodo di arresti domiciliari e l’autosospensione “per ragioni di salute”, fu trasferito in un paesino in provincia di Lecco come coadiutore a contatto con bambini.

L’iscrizione del vescovo è emersa a seguito della requisitoria del viceprocuratore della Repubblica di Como Maria Vittoria Isella, che ha sottolineato come durante le indagini preliminari l’imputato fosse stato avvisato dell’esistenza delle stesse e come a causa di ciò le tali indagini fossero state intralciate. Inoltre lo stesso Stefanoni ha dichiarato di essere stato convocato in Curia e avvisato da Maggiolini della denuncia a suo carico.

A tutt’oggi è stata chiesta una condanna a 8 anni di reclusione, ma sarà necessario attendere le arringhe difensive nella nuova udienza di oggi.

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