‘Ndrangheta, l’ex assessore di Reggio: “Li taglio con la scimitarra e li do ai cani”

Dalle indagini dell’inchiesta che ha portato agli arresti degli affiliati alla cosca Libri di Reggio Calabria emergono intercettazioni inquietanti

Dalle intercettazioni effettuate dalla Polizia nell’ambito dell’inchiesta che ha portato agli arresti degli affiliati alla cosca Libri di Reggio Calabria emergono dettagli a dir poco inquietanti. In particolare, c’è un’intercettazione attribuita a Giuseppe Demetrio Tortorella, 66enne medico odontoiatra, assessore all’Urbanistica negli anni ’90 al comune del centro calabrese.

“Mi ha detto ‘sai come ragioni tu? Come Riina’. Sono scattato e così gli ho detto: hai fatto un errore e sai perché? Sai come ragiono io, come Mimmo Tortorella, sai qual è la differenza tra me e Riina? Che Riina li scioglieva nell’acido, io me li porto a Cannavò, ho una livara (un olivo, ndr), li appendo là con una corda e una scimitarra, ogni tanto gli taglio un pezzo e lo metto al cane”.

Insomma, Tortorella si paragona ai sanguinari boss della mafia palermitana, che solevano sciogliere nell’acido o addirittura dare in pasto ai maiali i corpi di coloro i quali commettevano uno “sgarro”. Il dottore ed ex assessore, indagato per associazione mafiosa, estorsione e turbata libertà degli incanti, si vanta invece di appendere i “nemici” ad un albero e di tagliare gradualmente loro parti del corpo da dare in pasto al suo cane.