Duisburg: arrestato Bruno Pizzata, presunto boss della droga

Bruno Pizzata, 51 anni, ritenuto un trafficate di droga affiliato alla potente cosca Pelle di San Luca è stato arrestato dalla Guardia di finanza, su ordine della Dda di Catanzaro, a Duisburg in Germania. Qui Pizzata gestiva una pizzeria. La città tedesca è stata teatro nell’estate del 2007 della nota strage di ‘ndrangheta che provocò

di remar


Bruno Pizzata, 51 anni, ritenuto un trafficate di droga affiliato alla potente cosca Pelle di San Luca è stato arrestato dalla Guardia di finanza, su ordine della Dda di Catanzaro, a Duisburg in Germania. Qui Pizzata gestiva una pizzeria. La città tedesca è stata teatro nell’estate del 2007 della nota strage di ‘ndrangheta che provocò la morte di sei persone ritenute legate alla cosca Pelle-Vottari contrapposta all’altra ‘ndrina di San Luca, quella dei Nirta-Strangio.

Pizzata era riuscito a sfuggire all’arresto lo scorso dicembre quando l’operazione Overloading porto in carcere quasi 80 persone considerate appartenenti a più ‘ndrine. Da CN24Tv:

Di certo, comunque, Pizzata non si trovava in Italia, lo scorso 2 dicembre, quando è scattato il blitz “Overloading”, né è stato all’epoca possibile rintracciarlo per notificargli il fermo altrove, dal momento che quel provvedimento non è soggetto ad internazionalizzazione, e cioè non può essere eseguito da uno Stato all’altro.Discorso diverso è valso per l’ordinanza di custodia cautelare che, nel frattempo, è stata emessa a seguito della convalida dei fermi emessi dalla Dda, dal momento che il provvedimento è stato internazionalizzato e conseguentemente eseguito fuori dall’Italia.

PIZZATA, originario di San Luca (Reggio Calabria), vive tra il Sudamerica e l’Europa, e qui si sposta continuamente tra Belgio, Germania e Olanda, anche e soprattutto per scongiurare le attività intercettive che vengono effettuate nell’ambito di un solo paese, non consentendo dunque di seguirne le tracce da uno stato all’altro. Pizzata rappresenta una delle figure di maggior rilievo nell’ambito dell’indagine, avviata nel 2008, dal momento che secondo gli inquirenti proprio per il suo tramite la droga arrivava dal Sudamerica in Calabria, dove veniva immessa nei circuiti dello spaccio gestiti dai clan Muto e Chirillo.

Via | CN24Tv

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