Ignazio La Russa: “I suicidi non dipendono solo dalle condizioni delle carceri”

Il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, avrà di certo molti pregi che però non riescono molte volte a sopperire ai difetti. L’ispiratore di una delle imitazioni più riuscite di Fiorello spesso non ha molto tatto. Non solo con il direttore dell’Unità, Concita De Gregorio, che spesso maltratta in televisione. Il Ministro della Difesa dimostra



Il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, avrà di certo molti pregi che però non riescono molte volte a sopperire ai difetti. L’ispiratore di una delle imitazioni più riuscite di Fiorello spesso non ha molto tatto. Non solo con il direttore dell’Unità, Concita De Gregorio, che spesso maltratta in televisione.

Il Ministro della Difesa dimostra di non avere tatto quando apporta al dibattito, legittimo e auspicabile, considerazioni sterili. A tratti prive di senso. Commentando infatti il preoccupante aumento di suicidi nelle carceri a SkyTg24 ha dichiarato:

“I suicidi ci possono essere, e ci sono, in qualunque condizione carceraria, anche se i detenuti fossero in un hotel a cinque stelle”.

Vero. Dove una persona decide volontariamente di interrompere la propria esistenza può essere un dettaglio. Il più delle volte. Non in questi casi.

Con queste affermazioni Ignazio La Russa denuncia implicitamente il proprio pensiero sul ruolo del carcere. Luogo adibito, forse è bene sottolinearlo sempre, alla riabilitazione di una persona. Non alla sua morte.

Invece di impegnarsi pubblicamente affinché in questi spazi le persone possano davvero non essere più pericolose, l’esponente del Popolo della Libertà se ne lava le mani apportando al dibattito elementi non utili.

Evidentemente anche per Ignazio La Russa è difficile ammettere che riformare la giustizia significa solo accorciare i tempi dei processi.