Cosa Nostra: Bernardo Provenzano chiede la scarcerazione per motivi di salute. Parla il figlio Angelo

Sulla possibilità che Bernardo Provenzano, il capo di Cosa Nostra arrestato nell’aprile del 2006 dopo ben 43 anni di latitanza, venga scarcerato per motivi di salute è intervenuto anche il suo primogenito, Angelo Provenzano, 36 anni, che chiede che suo padre venga trattato come un essere umano, non come una bestia.Un figlio chiede solo che


Sulla possibilità che Bernardo Provenzano, il capo di Cosa Nostra arrestato nell’aprile del 2006 dopo ben 43 anni di latitanza, venga scarcerato per motivi di salute è intervenuto anche il suo primogenito, Angelo Provenzano, 36 anni, che chiede che suo padre venga trattato come un essere umano, non come una bestia.

Un figlio chiede solo che suo padre venga curato e che non sia trattato come una bestia. Nient’altro. Chi ha perso un padre credo che possa capirmi, anche se il mio dolore non è paragonabile al suo dolore. Io ho provato a immedesimarmi nei miei coetanei che hanno perso un genitore per morte violenta. Confesso di non esserci riuscito. Penso che provino un dolore immenso, che non riesco neanche a immaginare. E mi dispiace. Ognuno di noi paga un dazio, e anche io l’ho pagato solo perché esisto e perché sono figlio di un certo pezzo di storia di questo Paese. Oggi vorrei dire: anche un pluriergastolano ha diritto di essere trattato come un essere umano. Se poi l’esistenza di mio padre dà fastidio, qualcuno abbia il coraggio di chiedere la pena di morte, anche ad personam.

Provenzano, ne abbiamo parlato ieri, sarebbe affetto da ‘sindrome parkinsoniana‘ e, nelle scorse settimane, sarebbe stato colpito anche da un’ischemia.

I medici che l’hanno visitato hanno richiesto una perizia oncologica, affidata al dottor Oscar Alabiso, visto che alcuni valori rilevati fanno pensare al ritorno del tumore alla prostata per cui il boss fu operato nel 2003 a Marsilia.

In attesa di sapere quale sarà il responso del dottor Alabiso, si apprende che l’aspettativa di vita del boss non è molto lunga, probabilmente 2 o 3 anni.

Sulla vicenda si è già espresso il senatore Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia:

Provenzano non può chiedere nessuna clemenza allo Stato, dopo che lo ha devastato con le stragi e corroso con un sistema di collusioni senza precedenti. Lo Stato a Provenzano può offrire solo una opportunità, prevista dalla legge: la possibilità di collaborare. Altre vie devono essere sbarrate.

Ora si attende l’approfondimento di Oscar Alabiso, primario di Oncologia dell’azienda ospedaliera Maggiore della Carità di Novara, che ha un mese di tempo per valutare la recidiva del tumore.

Via | La Repubblica di Palermo

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