Sinopoli: arrestato latitante Antonio Macrì

Era alla macchia da giugno dell’anno scorso la “primula d’Aspromonte” Antonio Macrì, 48 anni, alla sua terza latitanza. L’uomo è stato arrestato la scorsa notte dai Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria e dai colleghi del Comando provinciale, a Sinopoli, nel Reggino.Macrì deve scontare 10 anni di carcere per detenzione ai fini di spaccio di

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Era alla macchia da giugno dell’anno scorso la “primula d’Aspromonte” Antonio Macrì, 48 anni, alla sua terza latitanza. L’uomo è stato arrestato la scorsa notte dai Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria e dai colleghi del Comando provinciale, a Sinopoli, nel Reggino.

Macrì deve scontare 10 anni di carcere per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione. Dal Quotidiano della Calabria:

Macrì è considerato un vero e proprio esperto della latitanza aspromontana. Gran parte delle sue fughe le ha passate vivendo in piena clandestinità girovagando tra i boschi e gli anfratti degli aspri territori natii che conosceva benissimo. (…) Macrì sarebbe stato visto più volte, durante le ricerche, attraversare l’area montana servendosi di un bastone per farsi spazio tra la fitta vegetazione.

La strada che portava all’ultimo rifugio del latitante non era raggiungibile con le auto. Quando ha capito di essere stato scoperto Macrì ha cercato di nascondersi in una stanzetta al piano superiore dell’abitazione, ma ormai era troppo tardi:

I militari, partendo dalle vicende personali che hanno interessato Macrì in quanto di recente ha subito la scomparsa di alcuni congiunti, sono riusciti ad isolare l’abitazione in cui si era rifugiato. La casa era sprovvista di energia elettrica ed era completamente al buio, dato che erano state oscurate anche le finestre per evitare che filtrasse la luce dei lampioni che illuminano la strada. (…) L’abitazione era in condizioni pessime. Macrì dormiva vestito, pronto per la fuga, sopra un materasso per terra, con una folta barba da eremita ed abiti in tinta con la vegetazione.

Le indagini adesso mirano a scoprire i fiancheggiatori di Macrì. Grande soddisfazione per l’arresto è stata espressa dal procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo. «Esprimo il mio plauso ai carabinieri dei vari reparti dei carabinieri che sono stati impegnati nell’operazione che ha portato all’arresto del latitante Antonino Macrì».

«Si tratta – ha continuato il magistrato – di un’attività brillantemente condotta nell’arco di alcuni mesi e che ha consentito di assicurare alla giustizia un soggetto resosi responsabile più volte di gravi reati e ricercato per un ordine di carcerazione per una pena definitiva a dieci anni di reclusione comminatagli dal Tribunale di Palmi».

Via | Il Quotidiano della Calabria

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