Attentato a Palazzo Chigi: Luigi Preiti voleva uccidere dei politici

“Volevo colpire dei politici, due o tre, non lo so… e volevo uccidere”.

di remar

Luigi Preiti, il 50enne disoccupato che il 28 aprile scorso davanti a Palazzo Chigi sparò contro due carabinieri, nel giorno del giuramento del governo Letta, voleva uccidere dei politici. Il Gr Rai stamattina ha mandato in onda il racconto fatto dell’attentatore agli investigatori dopo l’arresto:

“Sono arrivato ieri volevo fare qualcosa di eclatante contro i politici, so che c’è il giuramento del governo oggi. Volevo colpire dei politici, due o tre, non lo so… e volevo uccidere. Poi ho visto che era difficile colpirli non c’era nessuno di loro, e ho sparato contro la prima divisa che ho visto, ho sparato alla cieca, non so… non li ho scelti, non ce l’ho con i carabinieri, mi dispiace parecchio per quelle due persone”.

Poi Preiti spiega quelle che dovrebbero essere interpetate come le ragioni del folle gesto:

“Sono stato costretto ad andare a vivere con i miei genitori a 50 anni, perché mi sono separato dalla moglie, perché non lavoro, ce la faccio a mala pena per le sigarette.. e questi intanto mangiano dalla mattina alla sera e fanno quello che vogliono”.

Nel frattempo le condizioni di Giuseppe Giangrande, il carabiniere in servizio a Palazzo Chigi ferito da Preiti, migliorano lentamente. Il brigadiere dell’Arma da Imola dove è ricoverato ha fatto sapere pochi giorni fa di voler tornare presto a correre, manifestando tutta la sua forza di volontà nel riprendere la vita di sempre:

“Voglio tornare a correre, spero proprio di farcela”.

Ai colleghi che lo vanno a trovare chiede sempre delle indagini e di quando inizierà il processo all’attentatore. Giangrande respira autonomamente e riesce a stare seduto. I medici sono comunque ancora molto prudenti e spiegano che i tempi del recupero sono lunghi.

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