‘Ndrangheta a Roma: sequestrati beni per 120 milioni, ville con piscine, gioiellerie e supermercati

‘Ndrangheta a Roma, maxi sequestro di beni, il questore: “Oggi è la più grande operazione in tema patrimoniale mai eseguita dalla polizia”

Una maxi operazione contro le inflitrazioni della ‘ndrangheta a Roma e provincia è stata messa a segno oggi da parte della polizia che ha sequestrato beni per oltre 120 milioni di euro. Il blitz ha interessato 173 immobili messi sotto chiave tra Roma, Rignano Flaminio, Grottaferrata, Morlupo, Campagnano Romano e in altre città.

Più in dettaglio l’operazione che ha colpito i clan della mafia calabrese radicati a Roma fin dagli anni ’80 ha portato al sequestro di più di 170 immobili e di 40 aziende, tra cui sette supermercati, e poi ancora di una Ferrari, quattro allevamenti e assegni circolari. Sigilli anche a una gioielleria a Roma Prati.

Tutti beni che secondo gli inquirenti dell’antimafia sono riconducibili a cinque esponenti di spicco della diramazione laziale della cosca “Morabito-Mollica-Palamara-Scriva”. Tre di loro sono già stati condannati definitivamente per associazione mafiosa. Gli agenti hanno anche sequestrato un contratto di rete di imprese, stipulato tra 50 aziende, e un fondo patrimoniale da 100.000 euro finanziato dalla Regione Lazio.

Il clan avrebbe portato il modello ’ndranghetistico a Roma nord, penetrando i diversi settori economici e sfruttando spesso le difficoltà di quegli imprenditori che si rivolgevano a esponenti della cosca per ottenere liquidità.

“Oggi è la più grande operazione in tema patrimoniale mai eseguita dalla polizia di Stato. Questa è una giornata importante. Con le nostre attività vogliamo essere al servizio del nostro Paese e della nostra gente” ha detto il questore di Roma Carmine Esposito commentando il blitz.