Enna: 6 arresti per estorsioni e danneggiamenti nell’operazione antimafia Nerone

Sei persone sono finite in manette questa mattina a Piazza Armerina e Aidone, nell’Ennese, nell’ambito dell’operazione antimafia Nerone contro un’organizzazione criminale che sarebbe specializzata in incendi, danneggiamenti e racket del pizzo.Gli arrestati, tutti indagati per estorsione, farebbero parte di Cosa nostra ennese. Tra loro c’è anche una donna, Elena Caruso, compagna del presunto capocosca Vincenzo

di remar


Sei persone sono finite in manette questa mattina a Piazza Armerina e Aidone, nell’Ennese, nell’ambito dell’operazione antimafia Nerone contro un’organizzazione criminale che sarebbe specializzata in incendi, danneggiamenti e racket del pizzo.

Gli arrestati, tutti indagati per estorsione, farebbero parte di Cosa nostra ennese. Tra loro c’è anche una donna, Elena Caruso, compagna del presunto capocosca Vincenzo Scivoli. La donna – secondo l’attività investigativa – guidava l’organizzazione mafiosa insieme al convivente, ritenuto dagli inquirenti un boss in ascesa. Dal Giornale di Enna:

Del gruppo facevano parte Riccardo Abati, già condannato per la sua appartenenza all’organizzazione Cosa Nostra nel corso degli anni novanta, nell’ambito dell’operazione “Piazza Pulita”, Ivano Di Marco, detenuto dal mese di maggio 2010 perché tratto in arresto nell’ambito dell’operazione Game Over, l’“emergente” Vincenzo Scivoli, soggetto che amava farsi vedere armato e che è risultato particolarmente incline al ricorso a metodi “spicci” di coercizione” , Gimmillaro Marco.

L’operazione, eseguita dalla polizia, è stata coordinata dalla Dda di Caltanissetta. Elena Caruso si sarebbe occupata anche della riscossione delle estorsioni e di atti intimidatori:

Attivissima nel gruppo, anche Elena Caruso, convivente dello Scivoli, che, oltre a partecipare alla collocazione di alcune bottiglie incendiarie a scopo di intimidazione, era stata incaricata anche della riscossione di alcune estorsioni, sia per il fatto che una donna avrebbe attirato di meno l’attenzione delle forza di polizia sul territorio, sia perché era opportuno “farla conoscere”agli imprenditori; infatti era stata designata dallo Scivoli a prendere il suo posto nell’eventualità di un arresto e per questo veniva sommariamente istruita sulla struttura e le regole dell’organizzazione.

Via | Giornale di Enna

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