‘Ndrangheta: 23 arresti tra affiliati della cosca Ascone di Rosarno

Eseguita un’ordinanza di custodii cautelare del Gip del tribunale di Reggio Calabria.

Associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti e di armi da fuoco anche da guerra, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e favoreggiamento di latitanti: sono questi i reati di cui sono accusati i 23 indagati affiliati della cosca Ascone che ora sono stati arrestati.

I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza del Gip del tribunale di Reggio Calabria emessa su richiesta della Dia (Direzione distrettuale antimafia) in seguito a un’inchiesta, che fa seguito alle operazioni All Inside e All Clean, dalla quale è emerso che le cosche Ascone e Sabatino, che fanno capo rispettivamente ai Bellocco e ai Pesce, sono i due poli intorno a cui gravitano altre ‘ndrine a loro legate da parentela o da affari in comune.

In particolare, i Bellocco e i Pesce, nonostante le frequenti sovrapposizioni di interessi, hanno ricomposto gli attriti tra le altre cosche satellite, usando i mezzi tipici della criminalità organizzata, incluse azioni di fuoco da parte dei Pesce ai danni degli Ascone. Gli investigatori hanno indagato sulle dinamiche interne alla cosca Ascone, operativa a Rosarno e nelle zone limitrofe, i cui affiliati sono coinvolti in traffico di droga e di armi da fuoco e anche da guerra, riciclaggio, favoreggiamento di latitanti e intestazione fittizia di beni, tutte accuse cui si va ad aggiungere ovviamente quella di associazione di tipo mafioso (art. 416 bis).

Tutti i dettagli dell’operazione che ha condotto ai 23 arresti saranno esposti dal procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho e dal procuratore aggiunto Michele Prestipino Giarritta.

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