Sarah Scazzi: posta di Michele Misseri sotto controllo. Sabrina non ha chiesto di essere ascoltata

Sabrina Misseri non vuole più essere ascoltata dai magistrati. Anzi, non lo ha mai chiesto, specificano i legali della ragazza in carcere, insieme il padre, per l’omicidio della cugina, Sarah Scazzi. La notizia, smentita con decisione dai difensori della 22enne, si era diffusa nella serata di ieri. E oggi è arrivata la nota ufficiale della


Sabrina Misseri non vuole più essere ascoltata dai magistrati. Anzi, non lo ha mai chiesto, specificano i legali della ragazza in carcere, insieme il padre, per l’omicidio della cugina, Sarah Scazzi. La notizia, smentita con decisione dai difensori della 22enne, si era diffusa nella serata di ieri. E oggi è arrivata la nota ufficiale della direzione del carcere:

“In merito alle notizie apparse su vari organi d’informazione – si legge nel comunicato del Dap, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – relative a privazione della tv per Michele Misseri; richiesta, da parte di Sabrina Misseri, di essere ascoltata dal pm (richiesta, poi, sempre secondo codesti organi, ritirata); questa Direzione comunica che tutto cio’ e’ destituito di ogni fondamento”.

Intanto nelle motivazioni scritte dai giudici del tribunale del collegio d’appello di Taranto, che due giorni fa hanno negato la scarcerazione per Sabrina, si legge tra l’altro che: ”Dai nuovi atti prodotti dai pm emerge che l’abile, disinvolta e costante attività di depistaggio delle indagini non e’ stata posta in essere in via esclusiva dalla ricorrente, ma anche dalla madre Serrano Cosima”.

Michele Misseri dal canto suo “promette” che non scriverà più lettere. Ieri, in carcere, ha avuto un colloquio con il suo avvocato. Ne parla La Gazzetta del Mezzogiorno:

Alcune lettere di Michele Misseri sono state al centro del ricorso al tribunale dell’appello presentato dagli avvocati della figlia Sabrina, in carcere dal 15 ottobre per il delitto di Avetrana, perché in quelle missive il contadino dichiarava l’innocenza della figlia. (…) Secondo i magistrati, infatti, quelle lettere non intaccano il quadro indiziario nei confronti della 22enne anche se a scanso di equivoci futuri Michele Misseri ha promesso al suo legale di fiducia Daniele Galoppa che non scriverà più, una promessa fatta in un colloquio molto teso, al quale Misseri si sarebbe presentato in lacrime, per convincere l’avvocato a non lasciare l’incarico.

La corrispondenza di Michele Misseri è sotto il visto di controllo dei magistrati tarantini.

Decisioni probabilmente adottate per allentare le formidabili pressioni psicologiche a cui l’uomo verrebbe sottoposto dai suoi famigliari per ritrattare la chiamata in correità da lui fatta nei confronti della figlia Sabrina.

Sulle lettere in cui Misseri “scagiona” Sabrina, è tornato ieri uno degli avvocati della famiglia Scazzi, Nicodemo Gentile secondo cui le informazioni «riscontrate ed oggettive» raccolte sull’omicidio di Sarah Scazzi «consentono di affrancarsi dalle dichiarazioni dell’ ondivago Michele Misseri» e «impongono di insistere nell’ attuale direzione che ci descrive una azione omicidiaria con Sabrina protagonista principale». «Michele Misseri è tornato ad essere il solito invertebrato, infatti si è lasciato vincere da quella nefasta logica familiare che lo vuole da sempre unico autore di un crimine commesso però da altri».

«Le lettere della vergogna – ha proseguito il legale riferendosi a quelle inviate da Misseri alle figlie – forse saranno idonee a far svolgere un nuovo, quanto inutile, incidente probatorio, ma non serviranno a far sì che l’ assassinio di Sarah diventi l’azione solitaria dello zio, magari perchè incapace di frenare la propria patologia sessuale. Se sarà celebrato un altro incidente probatorio, al quale mamma Concetta e la sua famiglia vorranno partecipare, ci auguriamo che Misseri chiarisca anche questi aspetti».

Via | Gazzetta del Mezzogiorno

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