Chi ci perde e chi ci guadagna da questo “cancan”?

A chi fa bene, tutto questo cancan sulle elezioni anticipate? A Silvio Berlusconi, no. L’immagine di un Pdl superpartito unico sempre tirato a lucido, di una maggioranza forte e coesa, è stata stritolata in queste ore. Se addirittura si minaccia il ricorso anticipato alle urne significa che il premier, quando esaltava la “sua” maggioranza, bleffava.

A chi fa bene, tutto questo cancan sulle elezioni anticipate? A Silvio Berlusconi, no.

L’immagine di un Pdl superpartito unico sempre tirato a lucido, di una maggioranza forte e coesa, è stata stritolata in queste ore.

Se addirittura si minaccia il ricorso anticipato alle urne significa che il premier, quando esaltava la “sua” maggioranza, bleffava. E uno che bleffa (almeno) una volta, può bleffare di nuovo. E l’elettore (forse) non ci ricasca.

Solo il terrore di perdere la poltrona (soldi, potere, pensione) può unire i peones ad alzare il muro contro il voto anticipato.

Più di tutti, dalla eventuale fine della legislatura, ci guadagna il Pd, che uscirebbe dal coma profondo, di nuovo al centro dei giochi.

Già, perché è tutto da dimostrare che, caduto questo governo, automaticamente si vada alle urne. E’ Giorgio Napolitano che, Costituzione alla mano, decide il da farsi.

E in Parlamento (e fuori) a quel punto si troveranno le forze e i numeri per fare un nuovo governo.

E il Cav? Con il Pdl sbrindellato, Berlusconi arriverebbe alle urne come il toro alla fine della corrida, stordito, disorientato, con gli occhi furenti e la bava alla bocca. E il toro, si sa la fine che fa.