Falso concorso “Stappa e vinci”: 40.000 truffati in tutta Italia

Con la promessa di ricchi premi, le vittime dovevano telefonare a un numero a tariffazione speciale

di guido

I Finanzieri del Comando provinciale di Rovigo hanno accertato che il concorso “Stappa e vinci”, condotto su diverse riviste a diffusione nazionale nel corso del 2012, altro non era che una truffa. A cadere in trappola almeno 40.000 lettori che, seguendo le istruzioni trovate sui coupon all’interno delle riviste, si erano illusi di aver vinto alcuni dei ricchi premi messi in palio dal concorso.

Il meccanismo del “bidone” era semplice: all’interno di note riviste erano pubblicati dei coupon del concorso “Stappa e vinci”, organizzato da una società con sede in provincia di Rovigo. I lettori erano portati a pensare di aver vinto i premi in palio e, seguendo le istruzioni contenute nel coupon, telefonavano al numero indicato. Qui una voce guida li invitava a comporre un altro numero per concordare la consegna dei premi: peccato che quest’altro numero fosse a tariffazione speciale (all’insaputa dei concorrenti), e le vittime fossero tenute in linea diversi minuti. La truffa si concludeva così: alle vittime arrivavano bollette telefoniche esorbitanti, e nessuna traccia dei premi.

Il raggiro ha coinvolto almeno 40.000 persone, e la cifre raccolta dal truffatore supera i 100.000 euro. Il concorso era proseguito da aprile a dicembre 2012, e ovviamente qualcuno aveva denunciato le irregolarità: della vicenda si era occupata anche la trasmissione “Le iene” e gli editori delle riviste su cui erano presenti i coupon, una volta messi al corrente dei fatti, si erano rivolti alle autorità. È scattata così l’indagine della Guardia di Finanza che ha individuato il responsabile.

Si tratta di un padovano, già arrestato per reati dello stesso tipo, che faceva transitare sul conto corrente di una società londinese i soldi raccolti con le telefonate inconsapevoli ai numeri a tariffazione speciale. Gli inquirenti però sono riusciti a sequestrare il denaro quando è passato su un conto corrente di una banca di Milano, mentre il truffatore era agli arresti per un altro presunto raggiro ed era impossibilitato a spostare i soldi.