Chi manifesta arriva dai centri sociali, Mariastella Gelmini come Renato Brunetta

Il Ministro della Pubblica Istruzione manderà il proprio primogenito, la cui nascita è prevista in primavera, alle scuole pubbliche. O a quelle private? Il dubbio sul quale l’esponente del Popolo della Libertà non ha ancora risposto è lecito oggi più che mai. Ieri più di 150mila studenti, di 50 città italiane diverse, hanno manifestato nuovamente



Il Ministro della Pubblica Istruzione manderà il proprio primogenito, la cui nascita è prevista in primavera, alle scuole pubbliche. O a quelle private? Il dubbio sul quale l’esponente del Popolo della Libertà non ha ancora risposto è lecito oggi più che mai.

Ieri più di 150mila studenti, di 50 città italiane diverse, hanno manifestato nuovamente contro il Ministro. E la relativa riforma. Lo hanno fatto nello stesso giorno in cui in tutto il mondo si celebrava il diritto allo studio.

Come da prassi alcune manifestazioni sono state terminate con degli scontri figli, secondo Mariastella Gelmini, dei sostenitori dei centri sociali.

“I centri sociali – ha dichiarato il Ministro – non rappresentano gli studenti italiani.

Gli studenti italiani hanno capito che bisogna avere il coraggio di guardare al futuro, di cambiare la nostra scuola, di fare scelte coraggiose. Riproporre vecchi slogan, come se fossimo ancora negli anni ’70 certamente non contribuisce a rendere la nostra scuola più moderna”.

Supponiamo per un momento che la considerazione del Ministro fossero pertinenti e giuste. Possibile che tra i 150mila manifestanti non ci sia una sola persona non riconducile ai centri sociali capace di elaborare delle tesi all’altezza della situazione? No. probabilmente No.

Negarlo non serve. Sarebbe persino controproducente. Ammettere i propri limiti significherebbe, in qualche modo, riconoscere il fallimento totale del Ministro Brunetta che contro gli impiegati statali si è comportato nello stesso modo.