Sarah Scazzi: forse nuovo incidente probatorio. Michele Misseri sarebbe pronto a fornire una nuova versione

Si sta valutando in queste ore l’ipotesi di un nuovo incidente probatorio per Michele Misseri, che sarebbe pronto a fornire una nuova versione del delitto, scagionando la figlia ed addossandosi tutta la responsabilità dell’omicidio della nipote Sarah Scazzi. A rivelarlo è stato l’avvocato Franco Coppi, difensore di Sabrina Misseri, durante la puntata di ieri di


Si sta valutando in queste ore l’ipotesi di un nuovo incidente probatorio per Michele Misseri, che sarebbe pronto a fornire una nuova versione del delitto, scagionando la figlia ed addossandosi tutta la responsabilità dell’omicidio della nipote Sarah Scazzi.

A rivelarlo è stato l’avvocato Franco Coppi, difensore di Sabrina Misseri, durante la puntata di ieri di Matrix:

Ora c’è la necessita di chiedere un nuovo incidente probatorio. A mio avviso, nel precedente, Michele Misseri non ha detto la verità. Misseri ha e aveva la consuetudine di scrivere lettere, lo faceva anche quando era in Germania e scriveva alle figlie. Michele dichiara, nella lettera scritta il 24 dicembre, di essere pentito di aver dovuto dire il falso, quindi di aver accusato la figlia Sabrina, dice di aver subito un ricatto. E nell’ultima lettera, quella del 16 gennaio, Michele racconta a Sabrina di volersi sfogare e ciò vuol dire che ha ancora tante cose da dire. E credo che in ogni caso Michele Misseri sia una persona ben consapevole di ciò che dice. Ho consigliato alla ragazza di non rispondere al padre. Desidero che Sabrina non abbia alcun rapporto col padre.

L’intenzione di cambiare ancora una volta la versione dei fatti sarebbe stata rivelata dallo stesso Misseri al suo avvocato, Daniele Galoppa, durante il breve incontro in carcere avuto tra i due l’altro ieri pomeriggio.

Si legge su La Voce Di Manduria:

Che lo zio di Sarah avesse già deciso di rimescolare tutte le carte in gioco, lo dicono anche gli ambienti carcerari dove si parla di un Michele sempre meno convinto e paranoico. «Io ho detto che è stata mia figlia? Ma se la ragazza non ne sa proprio niente!» avrebbe detto Misseri al personale di custodia. Un «cammino verso la verità», come lo ha sempre definito il suo avvocato, che segna ora una direzione inversa. Adesso tocca ad altri stabilire se la presunta ritrattazione sarà spontanea oppure l’effetto del solito condizionamento di cui Michele Misseri ha più volte dimostrato di esserne vittima.

Al momento però, la pubblica accusa si basa su due punti fermi: il ritrovamento del corpo di Sarah Scazzi, fatto grazie alle indicazioni di Michele Misseri, e la sua versione dei fatti fornita durante l’incidente probatorio nel novembre scorso, quello in cui attribuì l’intera responsabilità alla figlia Sabrina, sostenendo di essere intervenuto solo a cose fatte, per disfarsi del cadavere.

Mentre si attende la decisione su un nuovo incidente probatorio, “il prossimo 3 febbraio si terrà a Roma, nell sede del Ris, l’esame irripetibile sui 6 telefonini sequestrati in casa Misseri e su quello di Ivano Russo“.

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