Crotone, operazione Hydra: convalidati i 12 fermi. L’inchiesta

Sono stati convalidati i 12 fermi scattati la scorsa settimana nell’ambito dell’operazione Hydra contro altrettanti presunti appartenenti alla cosca crotonese Vrenna-Ciampà-Bonaventura. Per dieci persone è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ad Agostino Frisenda, 49 anni, sono stati concessi gli arresti domiciliari; Youness Zari (26), originario di Casablanca, è stato sottoposto all’obbligo

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Sono stati convalidati i 12 fermi scattati la scorsa settimana nell’ambito dell’operazione Hydra contro altrettanti presunti appartenenti alla cosca crotonese Vrenna-Ciampà-Bonaventura. Per dieci persone è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ad Agostino Frisenda, 49 anni, sono stati concessi gli arresti domiciliari; Youness Zari (26), originario di Casablanca, è stato sottoposto all’obbligo di firma.

Per gli investigatori dopo l’arresto e il successivo, recentissimo, pentimento di Pino Vrenna, il clan si era riorganizzato sotto il controllo del figlio Gaetano Antonio (entrambi nella foto). Traffico di droga ed estorsioni, ma anche – come sarebbe emerso dalle indagini – un progetto di attentato intimidatorio contro l’ex pm di Crotone Pierpaolo Bruni – oggi sostituto procuratore della Dda di Catanzaro – e la preparazione di analoghe iniziative ai danni dei familiari di un collaboratore di giustizia del capoluogo pitagorico. Da La Gazzetta del Sud:

In una conversazione intercettata dagli inquirenti tra due delle persone fermate, ritenute al vertice del gruppo, si parla esplicitamente di incendiare l’auto del magistrato malgrado la presenza degli agenti di scorta che lo seguono giorno e notte; uno dei due sodali, comunque, afferma esplicitamente di avere il modo di colpire aggirando anche i controlli. E ancora sotto l’abitazione del magistrato crotonese è stato bloccato un altro dei sodali del gruppo Vrenna che, con un cappuccio calato sulla testa e in abiti da lavoro, fingeva di effettuare lavori di pulizia del verde pubblico.

E nel registro degli indagati, la Dda di Catanzaro, ha iscritto anche l’assessore provinciale allo sport Gianluca Marino per l’ipotesi di reato di voto di scambio con 4 presunti esponenti della cosca Vrenna. La tornata elettorale era quella di giugno 2009. Da Guardie o ladri:

Quattro dei destinatari del provvedimento avrebbero appoggiato il candidato in occasione delle ultime elezioni amministrative in cambio di soldi (Marino non è stato eletto). Secondo quanto sottolineato dagli inquirenti, l’assessore non avrebbe avuto rapporti diretti con l’organizzazione criminale. L’indagine (che fa parte di un fascicolo a parte) riguarda la promessa di sostegno elettorale da parte di alcuni esponenti della cosca Vrenna (come emerso dalle intercettazioni) all’assessore, che, ribadiamo, non e’ stato eletto consigliere provinciale ma è stato nominato direttamente dal presidente della Provincia Stanislao Zurlo che ieri, sabato 22 gennaio, in una breve nota ha dichiarato: ”Sono certo che l’assessore Marino dimostrerà, nelle sedi opportune, la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati”.L’operazione Hydra – che nella mitologia greca era un mostro a più teste che se venivano tagliate ricrescevano, proprio come la forza della ‘ndrangheta che se viene colpita si ricostituisce sempre – il meglio di sé, probabilmente, deve ancora darlo.

Intanto, due notti fa, ignoti hanno dato alle fiamme l’auto del sindaco di Crotone, Giuseppe Vallone. Solidarietà per “l’intollerabile atto intimidatorio” è stata espressa dal Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, che si è anche detto vicino “al dott. Bruni ed alla sua famiglia, e sono certo che simili azioni certamente non riusciranno a sminuire il suo coraggioso senso del dovere ed il suo forte attaccamento alle istituzioni che lo vedono in prima fila, come ha sempre dimostrato, nella dura lotta alla criminalita’ organizzata”.

Via | Il Quotidiano della Calabria

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