‘Ndrangheta, processo Minotauro: Cosimo Catalano si è tolto la vita

Cosimo Catalano, imputato nel processo Minotauro contro la ‘ndrangheta in Piemonte, si è tolto la vita stamattina lanciandosi da un ponte sulla Torino-Pinerolo.

Cosimo Catalano, presunto esponente della criminalità organizzata di Siderno a Torino e imputato nel maxi processo Minotauro sull’infiltrazioni della ‘ndrangheta in Piemonte, si è tolto la vita stamattina lanciandosi da un ponte sulla Torino-Pinerolo, nei pressi dello svincolo di Gerbole di Volvera.

L’uomo, 40 anni, era finito in manette nel 2011 nel corso della maxi operazione che aveva portato all’arresto, a più ondate, di oltre 150 persone accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, traffico di droga, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, usura, estorsione ed altri reati collegati. Catalano era attualmente in libertà, imputato nel procedimento.

Stamattina, intorno alle 7, ha deciso di togliersi la vita come aveva fatto suo padre, il boss Giuseppe Catalano, anche lui al centro dell’inchiesta, suicidatosi il 18 luglio dello scorso anno mentre si trovava agli arresti domiciliari.

L’uomo, definito dagli inquirenti “un personaggio di scarso spessore criminale ma molto legato alla figura del padre“, aveva ammesso di aver fatto parte della ‘ndrangheta e deciso di dissociarsi da essa. Ieri sera era stato accompagnato dai suoi familiari all’ospedale San Luigi di Orbassano per un forte stato di agitazione. Stamattina, appena poche ore dopo, la tragedia.

Gli agenti della polizia stradale e quelli della squadra mobile stanno cercando ora di ricostruire la dinamica del suicidio – sembra che l’uomo abbia percorso a piedi quasi 3 chilometri per raggiungere il ponte – e capire quali motivazioni ci fossero alla base del gesto.

Foto © TMNews

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