Pesaro, omicidio Andrea Ferri: due arresti, rapina finita in tragedia

Due persone sono state arrestate nell’ambito delle indagini sull’omicidio dell’imprenditore 51enne Andrea Ferri, ucciso lunedì notte a Pesaro.

Sono stati arrestati con l’accusa di omicidio e rapina i due sospettati interrogati per tutta la notte. Si tratta un cittadino macedone e di un italiano di origine nordafricana che secondo quanto ricostruito dagli inquirenti avrebbero agito con l’intenzione di rapinare l’imprenditore.

I due volevano rubare dall’automobile di Andrea Ferri le chiavi elettroniche del caveau di uno dei distributori di benzina di cui l’uomo era titolare. L’uomo si sarebbe reso conto del tentato furto e in tutta risposta i due l’avrebbero ucciso crivellandolo di colpi.

A mettere gli inquirenti sulla strada giusta è stato proprio il furto compiuto nelle ore successive al delitto proprio nel distributore di benzina che l’uomo gestiva a Montecchio. E’ stato sufficiente fare un controllo più approfondito – solo un dipendente di Ferri poteva aver accesso a quelle chiavi – per far emergere la verità.

I due presunti responsabili sono già stati condotti nel carcere pesarese di Villa Fastiggi a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’arma utilizzata nel delitto è stata rinvenuta nell’abitazione del marocchino a Rimini, così come è stata recuperata l’automobile utilizzata dai due durante la fuga.

Pesaro, omicidio Andrea Ferri: fermate due persone

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Andrea Ferri, l’imprenditore di 51 anni ucciso a Pesaro lunedì notte con almeno 7 colpi di pistola. Secondo le ultime indiscrezioni – mancano ancora conferme ufficiali – le autorità avrebbero fermato due persone, due cittadini stranieri che potrebbero aver avuto un ruolo nella vicenda.

I due sono stati interrogati a partire dal pomeriggio di ieri e le domande sarebbero proseguite durante la notte. Uno di questi sarebbe un dipendente di una delle stazioni di servizio gestite da Ferri. Gli inquirenti avrebbero sentito anche altre persone, ma al momento non è stato preso alcun provvedimento nei confronti degli uomini interrogati.

L’arma del delitto, una pistola calibro 7.65, non è stata ancora ritrovata e vista la vicinanza al mare della scena del crimine non si esclude che i killer possano averla gettata in acqua. Proprio per questo nel pomeriggio di ieri una squadra di sub ha passato al setaccio il canale del porto di Pesaro, senza successo.

Intanto continua a prendere sempre più corpo l’ipotesi del movente economico. Per questo si continua a scavare nella vita dell’uomo alla ricerca di conferme o smentite. Le indagini proseguono.

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