Sondaggio – Il terrorismo brigatista è dietro l’angolo?

Il ‘picconatore’ insiste. “I miei timori sul fatto che la scomparsa della sinistra, venendo meno il referente dell’area critica del Paese – sinistra sindacale, centri sociali, ‘no global’, ‘black block’, ‘no Tav’, ‘no al Dal Molin’- possa spingere qualche parte di questa sinistra a scegliere la scorciatoia della violenza armata, – spiega Francesco Cossiga in

Il ‘picconatore’ insiste. “I miei timori sul fatto che la scomparsa della sinistra, venendo meno il referente dell’area critica del Paese – sinistra sindacale, centri sociali, ‘no global’, ‘black block’, ‘no Tav’, ‘no al Dal Molin’- possa spingere qualche parte di questa sinistra a scegliere la scorciatoia della violenza armata, – spiega Francesco Cossiga in una nota inviata alle agenzie ieri pomeriggio – è stata condivisa da larga parte del mondo politico, dei commentatori e da esponenti del mondo economico e finanziario».
E così, il presidente emerito della Repubblica, torna sulla sua analisi post elettorale affrontata martedì in un colloquio con Lorenzo Fuccaro del Corriere della Sera a cui spiegava come Berlusconi “sarà costretto a dare ascolto e raccogliere le preoccupazioni di tutti gli antiberlusconiani, degli operai della Fiom, dei precari, dei giovani no global e dei centri sociali, insomma di tutti coloro che una volta erano rappresentati da Rifondazione comunista, da ieri fuori del Parlamento”. Sarà obbligato a farlo, secondo Cossiga, “per impedire che si creino le condizioni della rinascita del terrorismo brigatista. E il terrorismo di sinistra tornerebbe ad agire se, per ipotesi, si facessero le larghe intese”. Proprio come negli anni Settanta.