Arrestato l’anarchico “Jimmy Molotov”, ricercato per le devastazioni al G8 di Genova

Deve scontare 14 anni di carcere, era latitante da un anno

di guido

Si è interrotta a Barcellona la latitanza di “Jimmy Molotov”, al secolo Francesco Puglisi, anarchico italiano condannato per le devastazioni durante il drammatico G8 del luglio 2001. A dodici anni dai fatti di Genova – gli scontri tra anarchici e polizia, i black block, gli infiltrati tra i manifestanti pacifici, fino ad arrivare alla morte di Carlo Giuliani, alla Diaz e alle violenze nella caserma di Bolzaneto – e dopo le condanne agli agenti della Diaz, a al suo posto un altro tassello di quella vicenda, dall’altra parte della barricata.

Puglisi, conosciuto con il suo soprannome di battaglia negli ambienti anarchici, era latitante da un anno, e per l’esattezza dal luglio del 2012, quando la condanna a 14 anni era diventata definitiva dopo la conferma della Cassazione. Jimmy Molotov era stato arrestato la prima volta nel dicembre 2002, dopo che l’analisi del materiale video del G8 aveva portato la Digos di Genova sulle sue tracce. Insieme ad altri 22 manifestanti era stato accusato di devastazione saccheggio, porto e detenzione di materiale esplodente e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

Non si trattava però del suo primo arresto: già nel 2000, esponente di spicco dell’area anarchica catanese, era stato arrestato e condannato a un anno di reclusione dopo che una perquisizione nella sua abitazione aveva portato al ritrovamento di materiale esplosivo (30 candelotti di dinamite) e quattro detonatori. Poi è arrivato il G8 di Genova, l’arresto e l’iter processuale conclusosi l’anno scorso con la condanna definitiva, per Puglisi e altri cinque manifestanti, con pene molto severe. Ora l’arresto, arrivato dopo un anno di intensa attività investigativa: gli investigatori hanno rintracciato Jimmy Molotov prima in Francia e poi in Spagna seguendo i movimenti della carta di credito della compagna del latitante, e identificando in un secondo momento il numero IMEI del cellulare che utilizzavano.

La severità delle pene a cui sono stati condannati Puglisi e gli altri imputati è stata al centro di diverse polemiche nel corso degli anni, poiché gli anarchici arrestati si sono resi colpevoli di devastazione a cose ma non hanno mai ferito nessuno, eppure la pena è superiore ai 10 anni. L’avvocato di Puglisi, Laura Tartarini, aveva criticato la Cassazione per una “sentenza poco coraggiosa”, che si basava su un reato, quello di devastazione, la cui pena è ancora quella stabilita dal codice penale Rocco, risalente all’epoca fascista.

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