Cosentino e i casalesi: il caso Papania nel PD

In questi giorni molto si è parlato del connubio tra politica e criminalità organizzata. Non che certe vicinanze tra i due ambiti siano una novità ma la vicenda Nicola Cosentino, accusato di associazione esterna di stampo camorristico, e quella di Castellamare di Stabia dove un consigliere comunale del Pd è stato ucciso (probabilmente per non


In questi giorni molto si è parlato del connubio tra politica e criminalità organizzata. Non che certe vicinanze tra i due ambiti siano una novità ma la vicenda Nicola Cosentino, accusato di associazione esterna di stampo camorristico, e quella di Castellamare di Stabia dove un consigliere comunale del Pd è stato ucciso (probabilmente per non aver restituito dei soldi al clan) da un killer iscritto allo stesso partito hanno riportato il tema della collusione al centro del dibattito politico.

Nelle cronache giudiziarie (ma è stato segnalato pochissimo dai giornali) è finita anche un altro episodio, più o meno legato alla politica. Il 2 novembre nell’ambito di un’operazione delle forze dell’ordine, coordinata dalla Dda di Palermo è stato arrestato Filippo Di Maria. Chi è costui? Autista, cassiere e uomo di fiducia del boss Nicolò Melodia ma anche factotum-giardiniere-autista del Senatore del Pd Papania.

Di Maria tra un summit di mafia e un’estorsione si dedicava attivamente alla politica facendo campagna elettorale per Papania e procurando a un collaboratore del senatore elenchi di nomi da inserire come votanti alle primarie in cui il Pd sceglieva nel 2005 il candidato alla presidenza della Regione.

Tutti voti che finirono sul candidato Ferdinando Latteri. Oltre a procacciatore di voti gestiva anche posti di lavoro. Le intercettazioni della squadra mobile di Trapani l’hanno sorpreso mentre organizzava con la segreteria politica di Papania incontri finalizzati ad alcune assunzioni.

La questione, denunciata inizialmente da Il Giornale, è stata ripresa anche da Travaglio che denuncia l’entrata nella direzione regionale del Pd di Papania ai danni di esponenti antimafia e riporta anche stralci dell’informativa

Emerge da numerose conversazioni che Di Maria svolgeva attività di factotum presso la villa di Scopello del predetto Papania, muovendosi incessantemente per procurare posti di lavoro ad amici e conoscenti grazie anche al diretto interessamento di collaboratori e personale di segreteria del senatore. Ed era attivissimo in occasione di alcune competizioni elettorali. Lo staff del sen. Papania e altri politici locali contattavano ripetutamente il Di Maria al fine di indurlo a sostenere le iniziative politiche sopra indicate e invitandolo a fare altrettanto con tutte le persone di sua conoscenza

Insomma le relazioni pericolose tra politica e criminalità si sommano quotidianamente in varie regioni d’Italia a testimonianza di un problema affrontato esclusivamente a parole.

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