Cesare Battisti e la patetica cantilena “In Italia la mia vita è in pericolo”

Ci siamo, domani dovrebbe essere finalmente il giorno in cui sarà comunicata la decisione del Supremo Tribunal Federal sul ricorso italiano per l’estradizione di Cesare Battisti. Dall’Italia è già partita una delegazione che cercherà in ogni modo di opporsi alla possibilità che il nuovo giudice nominato dal Presidente Lula possa esprimersi sulla questione (facendo sbilanciare


Ci siamo, domani dovrebbe essere finalmente il giorno in cui sarà comunicata la decisione del Supremo Tribunal Federal sul ricorso italiano per l’estradizione di Cesare Battisti. Dall’Italia è già partita una delegazione che cercherà in ogni modo di opporsi alla possibilità che il nuovo giudice nominato dal Presidente Lula possa esprimersi sulla questione (facendo sbilanciare il collegio sul no all’espatrio).

Proveranno a convincere i brasiliani puntando sul fatto che Battisti deve sì scontare l’ergastolo (non previsto dall’ordinamento brasiliano) ma non stara’ in cella il resto dei suoi giorni (e non ci voleva un genio per capirlo). Previsioni non se ne possono fare ma si spera che una volta ottenuta la definitiva risposta si possa finalmente mettere una parola fine alla pietosa sceneggiata di Battisti che in un crescendo di dichiarazioni senza senso ci ha annoiato quotidianamente con il suo patetico mantra ripetuto ossessivamente…

Non riesco a immaginare l’ipotesi di essere estradato in Italia. E certamente temo per la mia vita se fossi rinchiuso in una prigione italiana. Sarebbe una morte annunciata. La mia estradizione significherebbe consegnarmi nelle mani dei miei avversari politici. Rimango molto triste pensando che in Italia la storia della mia vita sia stata raccontata con tanta falsità

Quindi il povero Battisti, minacciato dagli oppressori italiani, è triste perchè la sua drammatica biografia condita da assassini e rapine non è stata raccontata come si deve. Voleva forse un film di Placido, con una sua sceneggiatura? Tanto dopo la Banda della Magliana e il prossimo movie su Vallanzasca un lungometraggio sul terrorista con la frangetta non sarebbe stato male.

Non contento della pletora di fans in tutto il pianeta cerca ancora di convincere qualche beota del terribile pericolo che lo attenderebbe nelle nostre carceri. Raramente si è stati testimoni di una tale quantità di affermazioni in grado di peggiorare sistematicamente l’immagine di una persona. Ma probabilmente il nostro intellettuale con la pistola, fregandosene allegramente delle sue colpe, considera il suo teatrino funzionale (per ora lo è stato) alla linea di difesa.

Intanto, come si è fatto in questi mesi, si attende una decisione definitiva: sarà estradato o no?