Usura: 7 arresti a Messina, 4 a Siracusa

Sono sette gli arresti effettuati questa mattina dalla polizia di Messina a carico di altrettanti presunti esponenti di un’organizzazione accusata di estorsioni, riciclaggio e usura con interessi che arrivavano fino al 300%. Gli arrestati avrebbero agito in collaborazione con una persona ritenuta appartenente al clan mafioso Mangialupi che aveva il compito di fare pressioni sulle

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Sono sette gli arresti effettuati questa mattina dalla polizia di Messina a carico di altrettanti presunti esponenti di un’organizzazione accusata di estorsioni, riciclaggio e usura con interessi che arrivavano fino al 300%. Gli arrestati avrebbero agito in collaborazione con una persona ritenuta appartenente al clan mafioso Mangialupi che aveva il compito di fare pressioni sulle vittime.

Tra loro ci sarebbe anche un noto avvocato messinese che per cercare di restituire il denaro avrebbe commesso dei reati. E nella notte nel Siracusano, sempre per usura, sono finite in manette altre quattro persone ritenute vicine al clan Nardo di Lentini. Approfittando del momento difficile di un rivenditore di automobili avrebbero prima tentato di acquisire l’attività, poi avrebbero prestato del denaro pretendendone la restituzione con interessi fino al 78%.

In periodo di crisi economica e di difficoltà di accesso al credito, gli usurai fanno affari d’oro. Prime vittime commercianti e piccole imprese.

Come evidenziato dal Rapporto Italia 2010 dell’Eurispes l’usura…

è un fenomeno diffuso in tutta Italia, anche se risulta più marcato nel Mezzogiorno. Le denunce presentate non sono però attendibili per misurare la reale entità del fenomeno, che resta principalmente sommerso. E’ quanto rileva l’Eurispes nello studio ‘L’usura: quando il credito è nero’. Il paese è fortemente sbilanciato, secondo l’indagine dell’istituto: a fronte di un indice 100 a Vibo Valentia, corrisponde un valore zero a Trento, segno evidente di uno squilibrio del Sud nei confronti del Centro Nord. L’usura va da quella del vicino di casa e di quartiere fino a forme più sofisticate della criminalità organizzata, e si caratterizza per la ‘presenza di un elemento di sopraffazione nei confronti di soggetti che si trovano in difficoltà’: famiglie bisognose, anziani, piccoli commercianti e piccoli imprenditori, fasce deboli della popolazione. A differenza del metodo estorsivo e all’attività di riciclaggio attraverso i mercati finanziari, secondo l’Eurispes, l’usura ha il ‘vantaggio di una minore visibilità sociale’. (rassegna.it)

Il presidente di Confesercenti, Marco Venturi:

“Il fenomeno usura sta crescendo a dismisura e trascina nel vortice imprese, commercianti e famiglie. Le banche devono essere piu’ vicine a imprese e famiglie in difficolta’ economiche e non solo quando si fanno investimenti. Nel 2009 l’usura ha creato 120mila posti di lavoro in meno. E’ un fenomeno che e’ cambiato e la criminalita’ organizzata tende sempre piu’ ad impossessarsi delle imprese. Crediamo che vada fatta una riflessione sull’impianto legislativo a oltre 10 anni dall’introduzione della legge antiusura. Possiamo dire infatti che non abbiamo raggiunto i sogni sperati, bisogna avere il coraggio di cambiare e velocizzare le procedure”.”L’usura e’ un reato odioso e pericoloso – ha detto Lino Busà, presidente di ‘Sos impresa’ – e’ un reato che nel corso di questo ultimo decennio e’ cambiato. L’usura del quartiere e’ scomparsa ed e’ stata sostituita da reti professionalizzate che hanno agganci nei tribunali e nel mondo delle aste giudiziarie, oltre che dall’usura di mafie”.

Su RaiNews24 si legge del rapporto “L’Italia incravattata” realizzato da Sos Impresa-Confesercenti e presentato a settembre dell’anno scorso:

Si stimano in 600 mila le vittime dell’usura, di cui 200 mila commercianti. Questi ultimi versano ogni anno ai loro carnefici un tributo che si aggira sui 20 miliardi di euro. Ed ogni giorno sono 50 le imprese che chiudono i battenti perche’ vessate. A fronte di queste cifre, e’ risibile il numero delle denunce (poco piu’ di un migliaio l’anno).

Il quadro del fenomeno e’ fornito da un rapporto su “L’Italia incravattata” realizzato da Sos Impresa-Confesercenti e presentato in occasione del ‘No usura day’. In Campania, Lazio e Sicilia si concentra un terzo dei commercianti coinvolti. Le province piu’ a rischio sono Pescara, Messina, Siracusa, Catanzaro, Taranto, Latina e Vibo Valentia. E’, ha detto il presidente di Confcommercio Marco Venturi, “una piaga devastante, che nel nel 2009 ha fatto sparire 20 mila imprese e 100 mila posti di lavoro”. E l’usuraio e’ spesso (si calcola in un caso su tre) anche un mafioso.

Le organizzazioni criminali usano infatti i prestiti usurai per impadronirsi delle attivita’ economiche e riciclare denaro sporco. Naturalmente ci sono anche gli strozzini “in giacca e cravatta”, investitori professionisti che stazionano alle aste giudiziarie e lavorano in modo sistematico all’espropriazione delle aziende dei malcapitati. Tra le ‘mode’ emergenti c’e’ anche l’usura di giornata: coinvolge piccoli commercianti, ma pure titolari di attivita’ di media dimensione che, per mantenere aperto l’esercizio e pagare i fornitori, si rivolgono agli usurai. Questi ultimi la mattina prestano i soldi (mediamente mille euro) e la sera passano a ritirare il capitale, maggiorato dagli interessi del 10%.

Via | Live Sicilia

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